Notturni d'arte 2018, gli appuntamenti della settimana

  • Dove
    Padova
    Padova
  • Quando
    Dal 31/07/2018 al 04/08/2018
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Appuntamenti della seconda settimana dei Notturni d'Arte 2018. Manifestazione realizzata con il contributo di Cassa di risparmio del Veneto.

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Programma

Martedi 31 luglio, ore 20.50

MUSME-Museo della Storia della Medicina-Via San Francesco 94
Pietro d'Abano: eretico medeivale o scienziato pre-galileiano?

Conversazione di Maurizio Rippa Bonati e Andrea Cozza
Visite guidate ad alcune sale del MUSME
Pietro d’Abano (1250-1315?) medico, astronomo e filosofo fu senz’altro uno dei pensatori più vivaci della cultura medievale italiana ed europea tra il XIII e il XIV secolo.
Pietro d’Abano si trova dunque ad operare nel clima intellettuale padovano - che di lì a poco troverà fulgida espressione durante il periodo dei Carraresi - caratterizzato da un’impronta particolarmente propensa all’indagine del mondo naturale, soprattutto in relazione alla Medicina e all’Astronomia. Il nostro medico si trova ad intraprendere un cammino, per usare le parole del noto epistemologo Ludovico Geymonat (1908-1991), in “un terreno empirico assai concreto” ove si inizia “la preparazione della grande svolta metodologica attuata da Galileo”. Dopo aver concluso gli studi padovani in medicina, Pietro d'Abano soggiornò a Costantinopoli, dove apprese l'arabo e il greco, tanto che tradusse e commentò le opere di Averroè e Aristotele, dando avvio alla tradizione di studi aristotelici.
Nel 1300 iniziò l'insegnamento all'Università di Parigi, dove attirò per la prima volta l'attenzione dell'Inquisizione per aver messo in dubbio l'esistenza dei demoni e la veridicità di alcuni miracoli, ma fu assolto. Professore all'Università di Padova dal 1306 o 1307, Pietro fu processato per la seconda volta e assolto; morì nel 1316, mentre un terzo processo era ancora in corso. A partire dal XVI secolo Pietro fu identificato come l'autore di diversi testi di magia, in realtà apocrifi, guadagnandosi la fama di potente negromante. Tra i suoi testi si trova l'Astrolabium planum al cui contenuto probabilmente ci si ispirò per le raffigurazioni a carattere astrologico del Palazzo della Ragione di Padova, uno dei maggiori monumenti di arte medievale europea. La conoscenza dei corpi celesti, sia da un punto di vista astronomico che astrologico era ritenuta indispensabile: il medico doveva necessariamente aver padronanza dell'astrologia, elevata da Pietro d'Abano al grado di vera e propria scienza, al fine di poter intervenire, nel momento più opportuno scandito ed indicato dagli astri, con la somministrazione di un determinato medicamento o con una stabilita terapia chirurgica. 
Nei secoli successivi la sua figura fu decisamente nota, anche se dalla fortuna alterna, tanto da essere posta a cavallo della sottile linea di confine tra storia e mito. La sua vita, le sue opere e il suo pensiero assunsero nell’immaginario collettivo, ma non solo, caratteristiche quasi “leggendarie” fino a quando, nel secolo scorso, gli studiosi Bruno Nardi prima e Paul Oskar Kristeller poco dopo innescarono un processo di rivalutazione sistematica, profonda e accurata attorno al medico aponense.
Il ritratto che oggi ne emerge, dopo molti nuovi studi, è quello di un poliedrico intellettuale, “un acuto medico e filosofo razionalista, un conciliatore moderato e innovatore” votato alla “ratio naturalis” come sintetizzato in un recente giudizio da Graziella Federici Vescovini, studiosa tra i più autorevoli del pensiero di Pietro d’Abano.

Info: biglietto euro 8 da acquistare la sera stessa sul posto. Prenotazione telefonica obbligatoria: 049 658767 (da martedì a venerdì 14.30-19-weekend e festività 9.30-19, info@musme.it)

Mercoledì 1 agosto, ore 20.30

Palazzo della Ragione, ingresso da piazza dellke Erbe
Le simbologie astrologiche di Pietro d'Abano negli affreschi del Palazzo della Ragione

Visite guidate al Palazzo della Ragione e alla mostra Gaetano Pesce. Il tempo multidisciplinare
Il Palazzo della Ragione rappresenta il ciclo più ampio per superficie dipinta e il più articolato della candidatura Padova Urbs picta con le quattro grandi pareti interne del grande salone pensile del primo piano completamente affrescate. Nell'ambito della candidatura seriale il ciclo pittorico di Palazzo della Ragione rappresenta l'unica commissione laica e civile: la decorazione viene infatti richiesta a Giotto dal Comune di Padova, una dozzina d'anni dopo la conclusione degli affreschi della Cappella degli Scrovegni, e si può considerare la “risposta” laica al precedente capolavoro. Non è un caso che Giotto fosse stato chiamato a dipingere nel palazzo dove si amministrava la giustizia terrena (Palazzo della Ragione) dopo aver dipinto il giudizio divino, quello universale, nella Cappella degli Scrovegni.

Non si può dimenticare che nel Palazzo della Ragione si conserva tuttora la Pietra del Vituperio, un sedile in pietra nera posto al centro della sala in età medievale, e oggi collocata nell’angolo nord-est, dove i debitori insolventi venivano messi alla berlina.
A Palazzo della Ragione il pubblico potrà ripercorrere 60 anni di carriera di uno dei più grandi designer al mondo, Gaetano Pesce, nella mostra Il tempo multidisciplinare. Il ritorno di Pesce a Padova, dove si è formato e ha mosso i primi passi come scultore nel “Gruppo N”, avviene infatti nel segno della multidisciplinarità, un approccio che ha caratterizzato tutta la sua produzione artistica. Pesce è infatti un creatore senza etichette, un ideatore eclettico in grado di spaziare dall’architettura al design, dalla musica alla moda. Ogni angolo della mostra è stato ideato da Pesce per invitare lo spettatore a esplorare attivamente il suo mondo passeggiando tra le pedane di diverse altezze e dimensioni dove sono alloggiate le opere, distribuite di proposito senza ordine cronologico.

Info: biglietto euro 4

Giovedì 2 agosto

ore 17

Musei Civici Eremitani-Pzza. Eremitani 8
Laboratorio sull'affresco per bambini che frequentano la scuola primaria

Info: prenotazione obbligatoria a Rossodimarte: cell. 349 4589264, info@rossodimarte.it.
Costo del biglietto di ingresso al Museo 1 euro da pagare alla cassa dei Musei il giorno stesso

ore 20.45

Guariento e Giusto de' Menabuoi nella chiesa degli Eremitani
Visite guidate alla chiesa dei santi Filippo e Giacomo agli Eremitani

La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo degli Eremitani, conosciuta anche semplicemente come chiesa degli Eremitani, si presenta oggi come una vera e propria storia della pittura murale padovana del Trecento, essendo stata all’epoca la chiesa più ornata di affreschi di tutta la città.
Nell’ambito della candidatura Padova Urbs picta i suoi cicli pittorici rappresentano l’elaborazione dell’arte di Giotto da parte di Guariento di Arpo e Giusto de’ Menabuoi, in un arco cronologico che si estende dagli anni trenta agli anni settanta del secolo XIV, quindi trent’anni dopo la realizzazione del ciclo affrescato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni.

Info: biglietto euro 3

Venerdì 3 agosto, ore 20.45

Parcheggio P.le Serenissima, angolo via Roma e P.zza San Marco a Piove di Sacco
Tracce del Trecento a Piove di Sacco: la chiesa di San Nicolò e la chiesa di Santa Maria dei Penitenti
Visite guidate

Alla prima metà del Trecento appartiene la decorazione freschiva della cappella della Penitenza costruita nel 1332 tra l’aula basilicale e il campanile. Si tratta di un grande affresco (255x200) con una Dormitio Virginis, collocata ora, entro una cornice lignea dell’inizio del XVII secolo, sulla parete sinistra della chiesa di Santa Maria dei Penitenti, distaccata nel 1908 nel corso dei lavori di rifacimento dell’arcipretale.
Per cercare di inquadrare il piccolo maestro giottesco di Piove, si può ipotizzare di trovarci in presenza di uno dei numerosi maestri che tra il secondo e terzo decennio decorano, in team, l’abside degli Scrovegni per poi perpetuare il linguaggio del maestro nei centri del contado.
La chiesa di S. Nicolò a Piove di Sacco, originariamente appartenente all’antica località di Corte, nucleo storico dell’attuale paese, è documentata a partire dal XII secolo. La contrada che dalla chiesa prende il nome è tuttavia già ricordata nel 1064 ed i piccoli lacerti rinvenuti nel corso del restauro confermano l’esistenza di un edificio religioso già nel primo secolo dopo il Mille. Il nucleo più consistente degli affreschi, che decorano l’abside e la porzione delle pareti più vicina all’arco trionfale nonché la parete di controfacciata, risale al XIV secolo e fu realizzato in momenti differenti e ad opera di maestranze diverse. Gli affreschi trecenteschi, riferiti a maestranze giottesco-riminesi (Flores d’Arcais, 1968), ad un seguace di Paolo da Venezia (Muraro 1969), al Maestro del coro Scrovegni (Fantelli 1980), costituiscono, anche per l’importanza della chiesa che li contiene nelle vicende trecentesche padovane, un capitolo fondamentale nella diffusione dell’arte di Giotto nel territorio. La decorazione dell’abside è una rielaborazione semplificata del Giudizio Finale della parete di controfacciata della giottesca Cappella degli Scrovegni. Il restauro permette ora una lettura attenta e suggestiva di un caposaldo della cultura pittorica trecentesca piovese e costituisce il primo passo per uno studio sistematico di questo importante momento storico della città.

Info: biglietto euro 3

Sabato 4 agosto, ore 20.20

P.tta San Michele-Riviera Tiso da Camposampiero
Jacopo da Verona pone l'Arcangelo Michele a difesa dell'Oratorio di San Michele
Visite guidate all'Oratorio di san Michele

L’Oratorio di San Michele, situato vicino alla Torlonga del Castello Carrarese appena fuori le più antiche mura della città, sorge sulle rovine di un edificio sacro, dedicato ai
santi Arcangeli, risalente probabilmente all’epoca longobarda. Nel 1390 un incendio, provocato dagli scontri tra Carraresi e Viscontei durante i quali Francesco II mise sotto assedio il castello di Padova, danneggiò molto gravemente l’antica chiesa. La famiglia de Bovi colse questa occasione per commissionare la costruzione di una cappella, dedicata alla Beata Vergine Maria, facendo aprire un varco nella navata settentrionale dell’edificio. Grazie all’iscrizione presente sulla lapide accanto alla figura di San Michele si conoscono con certezza la data di costruzione, 1397, il nome del committente, Pietro di Bartolomeo de Bovi, probabilmente cugino di un ufficiale della Zecca Carrarese, e il nome dell’artista che realizzò la decorazione ad affresco, Jacopo da Verona.
Jacopo da Verona è un pittore scarsamente documentato che giunge a Padova forse al seguito di Altichiero da Zevio con il quale collabora alla decorazione dell’Oratorio di San Giorgio.

Info: biglietto euro 3

Informazioni

Costo biglietti “Notturni d’Arte”

Biglietto unico euro 3 a persona per l’accesso ad una singola serata, tranne per le serate in cui è previsto un costo diverso. Non è più possibile acquistare i biglieti e i libretti nelle sedi di svolgimento delle serate.
Biglietti da acquistare presso le sedi in programma per: Orto Botanico, MUSME, navigazione in battello, Castello di Monselice, Planetario di Padova, Musei Civici agli Eremitani, Museo della Padova Ebraica, Promovies

Abbonamenti

Biglietto euro 6 a persona per l’accesso a 3 serate
Biglietto euro 10 a persona per l’accesso a 4 serate più la guida stampata
Ingresso gratuito per bambini fino ai 12 anni
Costo della guida stampata: euro 4

Prevendita

Ufficio IAT-Informazioni e Accoglienza turistica (P.zza Cappellato Pedrocchi). Orario: da lunedi a sabato 9-18; domenica 10-15; aperto il 15 agosto con orario festivo

Il biglietto dovrà essere esibito all’inizio della serata per comprovare l’avvenuto pagamento. Non è previsto alcun rimborso in caso di mancata partecipazione o di mancato svolgimento della serata per motivi indipendenti dall’organizzazione.
Si richiede la puntualità. Perde il diritto all'entrata chi, già in possesso del biglietto, non rispetterà l'orario di inizio del programma indicato nel biglietto.

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche - Via Porciglia 35, Padova
Tel. 049/8204533
notturnidarte@comune.padova.it

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