Primo incontro del percorso formativo per l’Affido Familiare a Selvazzano Dentro

Giovedì 22 novembre alle ore 18.45 a Palazzo Eugenio Maestri in via Roma 32 a Selvazzano Dentro è in programma il primo incontro del percorso formativo per l’Affido Familiare, organizzato dal C.A.S.F. (Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare di Padova Ovest), aperto a tutti coloro che desiderano informarsi e avvicinarsi alle tematiche dell’accoglienza e dell’affido.

Scarica il volantino con tutti gli incontri

In contemporanea verrà dedicato anche ai bambini delle famiglie interessate uno spazio educativo per affrontare il tema dell’accoglienza.

“Grazie a questa iniziativa abbiamo recentemente organizzato nella nostra Città un Convegno sulla Forza dell’Essere in Rete – spiega il Sindaco della Città di Selvazzano Dentro Enoch Soranzo – E questo vale in ogni ambito della Comunità dove come Amministrazione abbiamo imparato a lavorare in sinergia per trovare assieme le soluzioni e a “coltivare” la cultura della prevenzione. La famiglia è al Centro di questo nostro progetto sia come ambito educativo sia come cellula generativa ed accogliente che si mette a disposizione di bambini in difficoltà e soprattutto di famiglie marginali con le quali si vuole fare un percorso inclusivo”.

“Occuparci di minori e di famiglie ci permette di stare in collegamento non solo tra servizi comunali ma soprattutto tra amministrazioni. – aggiunge l’Assessore ai Servizi alla Persona della Città di Selvazzano Dentro Giovanna Rossi – E’ importante condividere le buone prassi e mettere a disposizione le risorse che non sono necessariamente economiche: con il progetto “Famiglie al centro: la forza delle reti” si mettono in campo persone, nuclei familiari e professionisti che condividono obiettivi, azioni e formazione. Il percorso dell’affido permetterà a chiunque lo desideri (coppie, single, nonni ecc) di capire, approfondire ed abbracciare un’istituzione prevista della norma che permette di sostenere e aiutare un minore in difficoltà assieme alla sua famiglia”.

Intervengono gli operatori del Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare Padova Ovest.

“Famiglie al centro: la forza delle reti”, al suo quinto anno di vita, è stato cofinanziato per i primi tre anni dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Veneto. Dapprima dagli otto Comuni dell’ex Distretto 4 dell’ULSS di Padova e poi via via fino ad arrivare oggi con sedici Comuni nella provincia di Padova (Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Cervarese Santa Croce, Limena, Mestrino, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Ponte San Nicolò, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia e Veggiano) che attualmente sostengono interamente il costo dell’iniziativa. Si tratta di un progetto finalizzato alla promozione dell’accoglienza, al sostegno della genitorialità ed alla sensibilizzazione sul tema dell’affido.

Calendario degli incontri:

  • Giovedì 22 novembre – Conoscenza, Introduzione all’affido
  • Giovedì 29 novembre – Il bambino in affido e la sua famiglia di origine
  • Giovedì 6 dicembre – La famiglia affidataria e la collaborazione con il Centro Affidi: ruoli, emozioni e motivazioni
  • Giovedì 13 dicembre – Esperienze a confronto

È richiesta l’iscrizione all’indirizzo email casfpdovest@comune.selvazzano-dentro.pd.it o al numero telefonico 388/7882121

Riferimenti C.A.S.F. Padova Ovest

Sede operativa: Palazzo Eugenio Maestri via Roma 32 Selvazzano Dentro

Telefono: 388/7882121

mail: casfpdovest@comune.selvazzano-dentro.pd.it

facebook: Centro per l’Affido e la solidarietà familiare Padova Ovest

L’esperienza di una figlia accogliente:

“Sono una ragazza di 18 anni, sono nelle reti dagli inizi, quindi più di cinque anni fa. In questa bella esperienza, in questo mare di solidarietà ci navigo con la mia famiglia composta da papà, mamma e il mio adorato fratellino che oggi ha 9 anni. Sono tante le cose che potrei raccontarvi di questa bellissima esperienza, ma prima di tutto vorrei condividere con voi l’importanza dello scambio affettivo e il legame che si crea e che in certi casi resta. La mia famiglia in questi anni ha fatto delle accoglienze di diverso tipo ed intensità proprio per la diversità dei casi. L’esperienza con il piccolo Marco (nome di fantasia) ancora oggi ci riempie il cuore, ma forse perché ormai ho 18 anni ho sviluppato un modo diverso di approcciarmi all’accoglienza. In questo periodo io e la mia famiglia abbiamo iniziato l’accoglienza della piccola Alessia (nome di fantasia). Alessia ha 8 anni, frequenta la terza elementare nella stessa scuola del mio fratellino. Anche se il nostro impegno consiste nell’accompagnarla a scuola e un giorno alla settimana di venire a pranzo da noi, siamo già tanto affezionati gli uni all’altra. Parlo di scambio perché queste esperienze fanno tanto bene anche a noi, Ad esempio Umberto, il mio fratellino, è molto timido, ma quando incontra Alessia diventa un altro, quindi mi sento di dire che è quasi terapeutico. Sono parte attiva dell’accoglienza perché in caso di necessità accompagno e prendo i piccoli da scuola. Tutto questo non mi pesa, anzi non ci pesa. Basta davvero poco per dare un po’ di serenità, per sollevare i bambini alle famiglie bisognose non del nostro aiuto, ma dei nostri abbracci e della nostra solidarietà per non sentirsi più soli”.

L’esperienza di un bambino accolto:

“Mi è piaciuto quasi tutto dei giorni che ho trascorso a casa di Michael (nome di fantasia) a parte l’inizio dell’avventura che pensavo fosse più divertente.

Dopo un po’ però poi mi sono abituato a fare i compiti, la merenda, a giocare e qualche volta anche a fermarmi per cena.

Se tornassi indietro però cambierei una cosa…andrei da Michael non solo il lunedì ma anche il mercoledì così da aver più tempo per giocare. Chiederei inoltre, se fosse possibile, di vedere più spesso il fratello di Michael per conoscerlo meglio e capire com’è.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è che durante le festività, non potevo vedere Michael il lunedì, ma questo non conta.

Poi, avrei preferito giocare prima e fare i compiti dopo e appena finita una materia…stop!, la merenda e poi continuare i compiti.

Quello che mi dispiace è non essere potuto andare da Michael anche lo scorso anno ma vabbè…questo è impossibile da cambiare.

Mi sono piaciuti anche i lavori che Sandra ci ha assegnato. Tipo quella volta che ci ha fatto togliere l’erba dai vasi. E’ stato faticoso ma almeno ne è valsa la pena!

La giornata che mi è piaciuta di più è stato lunedì della scorsa settimana perché prima di mangiare la pizza abbiamo mangiato il gelato!!!

Poi ce ne sono state altre ma non le sto ad elencare tutte perché rischierei di fare il testo troppo lungo”.

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