"I fantastici 4" al Cinema Teatro Aurora di Campodarsego

Domenica 15 marzo alle ore 15:00 bambini e famiglie potranno assistere ad una fantastica avventura in cui i 4 super eroi più green di sempre sfideranno il terribile Treno del rifiuto che vuole conquistare il mondo. Lo spettacolo si inserisce all'interno della rassegna "Stay Human" di Gruppo Polis, in collaborazione con il Comune di Campodarsego (PD), che anche per quest'anno unisce solidarietà e spettacolo a sostegno de La Bussola, centro diurno per l'accoglienza e il reinserimento lavorativo per persone indigenti.

Theama Teatro ci presenta Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero, che ci faranno vivere esilaranti avventure e incontri divertenti, facendo perdere ai rifiuti il connotato di "cosa sporca e inutile" per farli diventare una vera e propria risorsa. Tra incontri diversi e buone azioni, scopriremo che la difficile battaglia può essere vinta a patto di cambiare i nostri comportamenti quotidiani, le nostre abitudini in fatto di educazione al trattamento dei rifiuti domestici, ma, soprattutto, riuscendo a scoprire il valore di un'altra indispensabile ERRE...

Venite a scoprire di cosa si tratta presso il Cinema Teatro Aurora di Campodarsego (PD).

Ingresso: 5€ per gli adulti, 2€ per i bambini

Tutti gli appuntamenti in programma per STAY HUMAN: 

INFO: www.gruppopolis.it


DEPLIANT DELLA MANIFESTAZIONE E STORIE DEGLI UTENTI DELLA BUSSOLA 2015

PROGRAMMA DI DOMENICA 15 MARZO 
"I FANTASTICI 4" - 
Spettacolo per bambini dai 5 ai 10 anni
ore 15:00 - Cinema Teatro Aurora di Campodarsego
Ingresso: adulti 5 €, bambini 2 €

Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero sono le priorità assolute per diminuire la quantità di rifiuti prodotti, ma sono anche le 4 R protagoniste di questo spettacolo divertente, colorato ed educativo messo in scena dalla Theama Teatro con l’abile regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese .
“I Fantastici 4” sono i supereroi ambientali che attraverso buone pratiche e incontri sorprendenti ci trasporteranno in un’avventura contro il temibile Treno del Rifiuto, che minaccia di conquistare l’intero pianeta a suon di inquinamento e sporcizia.

Sabato 21 marzo 2015 - ore 21:00
ARVADA WEST CHOIR AND ORCHESTRA 
Altaforum Campodarsego (PD)
Ingresso gratuito

La serata è organizzata in collaborazione con l’Orchestra Giovanile del Veneto 

Sabato 28 marzo 2015 – ore 21.15
NOMADI
Altaforum Campodarsego (PD)
Ingresso: 28 € + d.p.

Prevendite: circuito TicketOne – Gruppo Polis - Tabaccheria Bovo e RistoBar La Fontana a Campodarsego. 


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GRUPPO POLIS riunisce 5 cooperative padovane che operano da 30 anni a favore delle persone in difficoltà. Realizzano servizi educativi, riabilitativi, residenziali e occupazionali, promuovono il collocamento lavorativo delle persone svantaggiate e sostengono la cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e della solidarietà.

STORIE

Antonio

Nell’agosto del 2013 Antonio è arrivato alla Bussola, dopo un mese passato a dormire in auto. È separato, i rapporti con la famiglia d’origini sono buoni ma non vuole pesare su di loro e sa che non possono aiutarlo economicamente. Ha iniziato a lavorare a 15 anni, ha 37 anni di contributi versati – solo 3 per arrivare alla pensione – e una grande esperienza come magazziniere. Nel 2011 iniziano le difficoltà ed entra nelle fila dei nuovi disoccupati a causa della crisi: i risparmi si esauriscono e segue lo sfratto. Quando arriva a La Bussola si trova di fronte ad una realtà completamente nuova, una struttura per senza dimora, i “barboni”: l’iniziale disagio viene sostituito dalla consapevolezza che è solo una persona che ha bisogno di aiuto e ha il coraggio di chiederlo. Accanto a questo, grazie alla rete territoriale, arriva l’inserimento in una struttura dove poter mangiare e dormire. Il primo obiettivo però resta il reinserimento professionale, la chiave che gli permetterebbe di non cadere in sentimenti depressivi e di valorizzare le sue ottime competenze personali.

Dopo soli due mesi dal suo arrivo alla Bussola è coinvolto nell'attività di raccolta pasti presso le scuole e altri enti del privato, per la quale recepisce un piccolo sostegno economico: gli vengono affidate delle responsabilità, si sente vivo, importante, utile e svolge con grande impegno e dedizione tale compito. Dopo alcuni mesi inizia la ricerca di lavoro insieme agli operatori: fa parte di una generazione che non usa il computer, e viene quindi supportato nella redazione del cv europeo, inviato a diverse aziende. L’età non aiuta – anche nei colloqui con riscontri positivi - ma per tenere alta la motivazione e l’autostima gli operatori della Bussola attivano un inserimento lavorativo, nella struttura stessa, per circa tre mesi. Questo nuovo riconoscimento di fiducia e capacità lavorative lo motiva nella ricerca del lavoro e l’entrata economica gli permette di trovare una stanza sul territorio e pagare l'affitto autonomamente. Continua l’affiancamento degli operatori per la ricerca di un impiego e, alla conclusione della borsa lavoro, viene chiamato da un’azienda un colloquio come magazziniere. Antonio non si aspetta nulla, è convinto che sceglieranno una persona più giovane di lui: e invece a dicembre 2014 Antonio comincia il suo primo mese di prova con un contratto a tempo determinato. È felice e si dice fortunato ad aver trovato, in un momento molto difficile della sua vita, un luogo e delle persone che lo hanno aiutato e hanno creduto in lui.


Michela
Michela è arrivata alla Bussola nell'aprile del 2013: ha 38 anni, dorme in stazione e appena arrivata nella struttura chiede se può fare una doccia. Non le vengono fatte domande, gli operatori la informano che può andare anche tutti i giorni a lavarsi e per mangiare, lei è preoccupata perché teme di dover pagare e non ha denaro. Michela non vuole parlare molto, non vuole raccontare di sé e afferma che se è davvero possibile poter fare la doccia tutti i giorni, senza che le venga chiesto niente in cambio, per lei è un grande regalo. Michela è in strada e dorme in stazione da mesi; ha lavorato in un catering e ha avuto un appartamento fino al 2010, poi perso il lavoro e avuto lo sfratto. I rapporti con la famiglia d’origine sono freddi, come dice lei “educati”: l’ultima volta che ha chiesto loro ospitalità è stata accolta per pochi giorni e poi invitata a provvedere da sola a se stessa. Michela è stata sposata, ma l’amore, purtroppo, finisce, e lei stessa chiede la separazione. Sfratto e separazione quasi concomitanti portano Michela ad avere una crisi, si sente fragile, e oppressa da questi eventi che la travolgono. Abbandona tutto e si trova in strada a chiedere ospitalità, prima a degli amici, poi a conoscenti che incontra per strada sul suo cammino. Situazioni transitorie, in cui le viene sempre chiesto qualcosa in cambio; situazioni che l’hanno portata al crollo e alla scelta di andare a dormire in stazione, dove trova persone come lei, che la accettano senza domande e la accolgono nel loro gruppo. Michela pensa di non essere più sola, sente di far parte di qualcosa e vive con i suoi nuovi amici dicendosi che se resta in questa dimensione per un po’ può riposare la mente e non pensare a nulla. Gli operatori della Bussola la conosco così, chiusa nella sua bolla protettiva e nascosta fra i senza dimora della stazione. Faticano molto a creare con lei un rapporto di fiducia, rispettano il suo tempo personale e soprattutto non le chiedono niente per frequentare la Bussola. Lentamente inizia ad aprirsi, a chiedere aiuto per piccole necessità: è arrivato il momento di contattare i Servizi Sociali di Padova per farla prendere in carico ed aiutarla. A Michela è stata cancellata la residenza a Padova, e non ha quindi neanche un medico di base e ha necessità di curarsi perché ha dei piccoli problemi di salute e da diversi anni non viene sottoposta a controlli. I Servizi Sociali la prendono in carico, le danno la residenza, e le offrono l’accoglienza in una struttura protetta che però lei rifiuta: teme che le possa venir chiesto qualcosa in cambio, e al momento non è in grado di dare niente, non ha la forza per lavorare e ha paura di cadere nella depressione se le viene dato un posto dove abitare e quindi fermarsi. Le sue resistenze vengono accettate e non viene forzata: ottenuta la residenza Michela inizia ad occuparsi della sua salute, e con il passare del tempo acquisisce maggiore fiducia negli operatori e nella sua associazione sociale. Accetta l’alloggio offerto ed è coinvolta nella ricerca del lavoro, con un primo impegno nella attività del lavaggio delle stoviglie alla Bussola: il primo giorno Michela è provata, dopo anni che non svolgeva alcun lavoro ma soprattutto che non si concentrava sullo svolgimento di un’attività. Per alcuni mesi Michela continua con questa occupazione, viene affiancata per la scrittura del curriculum e si iscrive come disoccupata al CPI, anche se non è ancora pronta per un lavoro vero e proprio. Gli operatori la inseriscono in un progetto di inserimento lavorativo per tre mesi, in un ambiente protetto dove lei possa sentirsi a suo agio, anche se lei inizialmente ha dei timori. Il lavoro invece ha un buon esito, Michela si sente rinata, forte e non ha paura delle molte ore di lavoro che svolge e neanche delle responsabilità che il lavoro richiede: finalmente si dice pronta a rientrare nella “normalità” dalla quale per un po’ si e allontanata. Oggi Michela è ancora alla Bussola e non ha trovato un lavoro che le consente di potersi sostenere autonomamente, ma è propositiva, fiduciosa e pronta per un nuovo capitolo della sua vita.

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