“Urbs ipsa moenia”, conferenza con Angiolo Lenci e Vittorio Dal Piaz a palazzo Moroni

Torna "Urbs Ipsa Moenia 2018" il X cilo di conferenze sulle fortificazioni "Il castello, la caserma, la porta, il baluardo",  dal 9 novembre al 7 dicembre.

Scopri tutti gli appuntamenti con "Urbs Ipsa Moenia 2018"

Appuntamento sempre il venerdì, alle ore 17 alla sala Anziani, Palazzo Moroni, via Municipio 1.

Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Dettagli

Se le quattro parole nel titolo dicono che l’attenzione del ciclo Urbs Ipsa Moenia, ormai alla sua decima edizione, è rivolta quest’anno a singoli casi specifici, assai diversi tra loro e accomunati semmai dall’appartenere, per differenti ragioni, all’attualità, le tre del sottotitolo riassumono la filosofia della nostra associazione.

Conoscenza, recupero e riuso sono fasi diverse del processo di “ritorno alla vita” di un edificio storico, ma non necessariamente distinte, in senso gerarchico o cronologico. Sfumano l’una nell’altra, sono necessarie l’una all’altra: senza un obiettivo di riuso, spesso non è possibile intraprendere una corretta campagna di ricerca, archeologica o d’archivio, perché non si possono reperire i fondi necessari; senza un’approfondita conoscenza del manufatto non si possono definire corrette modalità di recupero (restauro oppure conservazione, che sono cose notoriamente diverse; o magari un oculato dosaggio dei due); qualche forma di riuso può anche precedere il recupero e attuarsi mentre è in corso la ricerca (è il caso dei cantieri archeologici aperti, ma anche delle tante visite effettuate al castello carrarese negli anni scorsi, fra un cantiere e l’altro, che hanno permesso a migliaia di persone di vivere un’esperienza in futuro non ripetibile).

Obiettivo del ciclo è rendere esplicita questa dialettica fra esigenze della conoscenza, del recupero e del riuso, evitando di alimentare contrapposizioni di principio. Senza nascondere le possibili situazioni di conflitto che si possono verificare, ma evidenziando piuttosto come possano trasformarsi in opportunità, quando gli attori coinvolti siano all’altezza del compito.

Una scoperta importante sotto un pavimento o un intonaco può costringere a ripensare sia il progetto di restauro, mutandolo in operazione di conservazione, sia quello di riuso, rivoluzionandolo. Ma il “prodotto” finale potrà essere ancora più attraente, per la fruizione futura, di quanto inizialmente previsto. È il caso del castello.

Tener conto e valorizzare la presenza di tracce storiche rilevanti all’interno di aree pesantemente ma non ancora completamente devastate, come quella dell’Ospedale, che include il più grande bastione della città, un lungo tratto di mura e molto altro, potrebbe servire perfino a... curare meglio (mens sana in corpore sano si può invertire!).

Discorso analogo per le caserme, vasti spazi che non sono spazi vuoti, da riempire in modo indifferente, ma brani di storia della città, da ricucire, rispettando al contempo le esigenze della città moderna e le ragioni della città storica. Al di là dei pur necessari vincoli. Intelligenza, lungimiranza, cultura dovrebbero essere i veri vincoli.

Programma

Venerdì 30 novembre

Le caserme e la città: il caso Prandina

Angiolo Lenci

Il presidio della città: gli insediamenti militari dai Carraresi all’Unità

Vittorio Dal Piaz
Prandina: da monastero a caserma. Quale futuro?

Urbs ipsa moenia”, conferenza con Ulandi, Dal Piaz e Fadini

Venerdì 7 dicembre

Il baluardo Cornaro e le mura dell’ospedale

Andrea Ulandi / Vittorio Dal Piaz
Da opera militare a struttura per la sanità

Ugo Fadini
Le mura violate, il contesto negato. Qualche indicazione per salvare il salvabile

Info web

http://www.muradipadova.it/lic/9-novembre-2018-urbs-ipsa-moenia-il-castello-carrarese-studio-e-ricerca.html

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