"We come in peace", mostra di Giovanni Motta al San Gaetano

Una invasione di grandiosi e meravigliosi “Mostri” è allunata a Padova in questo periodo. L’artefice è il veronese Giovanni Motta, classe 1971, outsider dell’arte contemporanea, artista eclettico e decisamente underground che grazie al gallerista e curatore Giorgio Chinea trova nella città di Padova il genius loci adatto a proporre fino al 6 gennaio 2019 al Centro Culturale San Gaetano anche le sue straordinarie monumentali.

Potremo ammirare le opere di Motta fino a metà gennaio nelle “vetrine” dello Storico Caffè Pedrocchi dove è in corso la personale “Jonny Boy”. Si tratta di un'installazione site specific, un lavoro inedito – composto da pittura e scultura -  realizzato da Motta per la Giorgio Chinea Art Cabinet.

E che proprio in questi giorni propone al pubblico un significativo “cambio vetrina” esponendo una nuova serie di piccole straordinarie sculture che Motta ha realizzato seguendo sempre il suo stile narrativo e la sua cifra creativa.

Si tratta di piccoli modellini in ceramica, coloratissimi, ognuno con una storia e con il suo particolare corredo. Sono i “reperti” di Giovanni Motta. Quelle presenze sedimentate dalla memoria che l'artista, vero e proprio viaggiatore nel tempo, riporta in superficie grazie al riaffiorare della sua natura fanciulla e a tecniche di meditazione giapponese.

L'esperienza del passato arriva a Motta come una visione che poi l'artista distilla e condensa in questi “feticci” che rappresentano il superamento dell'esperienza stessa. Sono immagini salvifiche, di protezione, giunte quasi da un altro pianeta per portare giovamento all'anima. Sono mostri ma vengono in pace!

E infatti, dopo il successo di gradimento ricevuto dal pubblico per aver esposto la sua monumentale “Mistic Julian”, progetto in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Padova “MyTree”, per l’evento benefico “Christmas Bazaar” - evento organizzato dall’Associazione San Vincenzo e patrocinato dal Comune e da La Nuova Provincia di Padova - al Centro Culturale San Gaetano, cuore pulsante del contemporaneo nella città di Padova, Motta esporrà quindi quattro delle sue monumentali in una personale dal titolo: “We came in Peace”, ovvero: veniamo in pace. Sempre a cura di Giorgio Chinea.

Una serie di quattro grandi mostri, quattro sculture monumentali, ognuna con un significato preciso e profondo, tutti pezzi unici realizzati in resina stratificata e verniciata, con alcuni componenti assemblati grazie anche a potenti calamite. In esposizione nella sala “Mistic Julian” al quale escono dalla testa idee come stelle filanti; “Deeo Deep”, un mostro con lunga corna spinose; e poi “Blu Cute” e “Sweet Coke” una full immersion nel mondo del blu e dell’azzurro. I “Mostri” svettano dai 2 ai 3 metri; mentre “Deep Deep” vanta anche una considerevole larghezza di 2 metri.

Un anno artisticamente davvero molto importante questo 2018 realizzato da Giorgio Chinea che, nella città di Padova, ha dato vita a “The last Judgment” nel suo Art Cabinet, la sensazionale mostra dell’artista internazionale “Laurina Paperina”; a “Jonny Boy”, la personale di Giovanni Motta sempre nella sua Giorgio Chinea Art cabinet; alla performance del collettivo berlinese Dimensionen “Oxymorons of identification” in Loggia della gran Guardia per TEDx; alla prima grande mostra istituzionale del pittore Alberto Bortoluzzi “Alberto Bortoluzzi. L’eredità dello sguardo” in Galleria Civica Cavour, proponendo al pubblico grazie anche ad importanti e prestigiosi prestiti, un excursus che spazia dalla pittura del bisnonno Millo Bortoluzzi Senior allo zio Millo Bortoluzzi Junior, per arrivare al linguaggio contemporaneo di Alberto Bortoluzzi, ultimo degli eredi di una dinastia di grandi pittori del paesaggio veneto. Passando inoltre per altri vari eventi artistici tra Padova e Cortina e chiudendo quindi in bellezza il 2018 con un’altra mostra, una personale dedicata ancora a Giovani Motta, questa volta al Centro Culturale San Gaetano.

Info

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