L'esperto americano di disastri ambientali: «Il clima cambia, deve cambiare anche la politica. Non solo dei governi, anche dei comuni »

Edward Blakely si è occupato della gestione di alcuni dei più grandi disastri contemporanei, dal terremoto San Francisco del 1989 alla ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Veneto territorio a rischio

Edward Blakely è uno dei massimi esperti al mondo di gestione dell’emergenza e si è occupato della gestione di alcuni dei più grandi disastri contemporanei in ogni continente, tra cui il terremoto di San Francisco del 1989, l’attacco alle Torri Gemelle e la ricostruzione di New Orleans dopo l’uragano Katrina. Ascoltarlo da una parte rassicura per la competenza del personaggio, dall'altro spaventa visto l'allarme che lancia: "Bisogna prendere decisioni, a tutti i livelli di governo, in modo da intervenire per far fronte al cambiamento climatico. Disastri che diventeranno sempre più frequenti se non si interviene subito. Farlo chiaramente vuole dire anche sostenere costi importanti, ma se non li si fanno oggi certi investimenti, domani ci troveremo a dover sostenere spese ancora più grandi per intervenire di conseguenza ai disastri inevitabili. I problemi ci sono qui come negli Usa, dove ho vissuto per tanto tempo, o in Australia, dove vivo ora. Se lì si è già stati costretti a spostare interi paesi per via delle condizioni che mutano sempre più rapidamente, non vuol dire che questo tipo di situazioni non comincino a verificarsi sempre più frequentemente anche dove non si pensa possa accadere". 

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E' stato protagonista nella sala Paladin di Palazzo Moroni, di «Recovering New Orleans after Katrina. Regenerate community. Restore city - L’esperienza di Edward Blakely nella gestione del disastro» , incontro organizzato nell’ambito del progetto Veneto Adapt. Il convegno è stato introdotto da Francesco Musco e Mattia Bertin, Università Iuav di Venezia, e ha visto anche la partecipazione del vicesindaco di Padova, Arturo Lorenzoni e dell’assessora all’Ambiente, Chiara Gallani. Una occasione anche per fare un focus su quanto accade nel territorio veneto. Dalle grandi navi in Laguna agli 879 alberi caduti in luglio a Padova durante gli eccezionali rovesci del 19, 20 e 21 luglio.

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«Dobbiamo chiederci  - spiega l'esperto - come risolvere piccole diffuse problematiche per evitare grandi disastri. Ci sono piccole città o le nuove periferie che sono molto vulnerabili, proprio per come sono concepite. E' un livello pericoloso quello che abbiamo raggiunto, ci sono già troppi territori compromessi. C'è poi l'evidenza che le persone tenderanno a muoversi sempre di più per cercare luoghi dove più sicuri dove vivere».

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Nella Lectio magistralis Edward Blakely, visiting professor all’Università Iuav di Venezia, ha illustrato il modo in cui ha scelto di coinvolgere i cittadini come primi attori di una ricostruzione, l’efficacia che ha avuto sulla costruzione di una città più sicura e pacificata, e i limiti che questo approccio ha avuto. 

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Veneto Adapt è un progetto che gode del finanziamento LIFE dell’Unione Europea e che vede il Comune di Padova capofila di un partenariato che coinvolge Treviso, Vicenza, l'Unione dei Comuni del Medio Brenta, la città metropolitana di Venezia, l’Università Iuav di Venezia, l'associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Sogesca. 

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L’obiettivo di Veneto Adapt è quello di individuare e sperimentare gli strumenti operativi per una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici sviluppando un modello di governance multi livello (orizzontale e verticale nelle aree coinvolte) supportando gli enti locali nella transizione dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (Paes) al Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc). Veneto Adapt ha una ricaduta su 3,5 milioni di persone e prevede interventi per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. 

 

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