Consumo di suolo: «Sempre più necessario porre un limite al cemento»

«La CIA di Padova chiede di rivedere i Piani regolatori, e mettere in atto tutte le azioni possibili a fermare l’urbanizzazione, che sta erodendo spazio vitale per l’agricoltura e per la stessa popolazione»

Dopo la diffusione degli ultimi dati Ispra sul consumo del suolo, tante le reazioini. La Cia di Padova, confederazione degli agricoltori,  si dice molto preoccupata di questa situazione. Lo fa sapere con una nota: «Si rende sempre più necessario un limite alla cementificazione nella provincia di Padova, e in tutto il territorio regionale e nazionale. La CIA di Padova chiede di rivedere i Piani regolatori, e mettere in atto tutte le azioni possibili a fermare l’urbanizzazione, che sta erodendo spazio vitale per l’agricoltura e per la stessa popolazione, che necessita di alimentarsi in modo sano».

Ettari

«Per formare 1 centimetro di suolo fertile servono 100 anni, e in 1 ettaro di terreno ci sono 5 tonnellate di microorganismi indispensabili al mantenimento della biodiversità. Secondo una ricerca dell’Università di Padova, negli ultimi decenni l’84% del suolo fertile della regione è stato utilizzato per costruire case. Gli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) sulla cementificazione  nella provincia di Padova, trasmettono un messaggio che va esattamente nella direzione opposta rispetto alle richieste della CIA-Agricoltori italiani: Padova è il 5° capoluogo in Italia per suolo edificato, con quasi il 50% di superficie consumata, pari ad un’area di 49,51 chilometri quadrati, e la provincia è la prima in Veneto, con il 19% di suolo cementificato».

Urbanizzazione

«La CIA di Padova si sta impegnando da anni su questo fronte – dichiara il Presidente provinciale, Roberto Betto -. L’urbanizzazione sta mettendo seriamente a rischio l’ambiente in cui viviamo, la nostra alimentazione e la sopravvivenza delle aziende agricole. A loro spetterebbe, infatti, il compito di tutelare il paesaggio, garantire la biodiversità e consentire alla popolazione di alimentarsi con cibi sani. Bisogna lasciare spazio all’agricoltura, ed è indispensabile rivedere i Piani regolatori, considerando l’enorme valore del terreno, non solo da un punto di vista economico. Fermare la cementificazione significa anche assicurare la tenuta idrogeologica del terreno, in un’epoca caratterizzata da sconvolgimenti climatici ormai all’ordine del giorno».

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