L’assessorato che incorona Padova città più verde d’Italia

Risposta puntuale del Comitato Difesa Alberi al comunicato dell'Assessore Luciani dell'11 Maggio 2016 nel quale afferma l'improbabile prima posizione di Padova in Italia per la superficie verde. Si dimostra con dati ufficiali che la realtà è agli antipodi di quanto affermato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:
L'assessore Luciani che, come abbiamo ribadito altre volte, è privo di qualsiasi competenza certificata in tema di verde e ambiente (a parte la sua iscrizione da ragazzo al wwf), ha cominciato una fase di pura propaganda in tema di verde e alberi. Nel suo comunicato sull'incredibile quantità di verde di Padova, saltato improvvisamente addirittura al primo posto in Italia, autocertificato e autoreferenziale, non riporta nessun documento indipendente né riscontri oggettivi georeferenziati sugli alberi tagliati e reimpiantati (PadovaOggi, 11-05-2016). La Legge n.10 del 14.01.13, prevede l'obbligo per i comuni di fare il Bilancio Arboreo, cosa che l'assessore non ha mai voluto fare e che, qualora volesse ottemperare a questo obbligo di legge, lo dovrebbe fare in maniera trasparente e verificabile. Non sa calcolare la superficie verde data dagli alberi piantati, perché 213 alberi incrementano di una percentuale irrisoria (precisamente del 0.5%, se fosse vero) la superficie verde di una città con circa 40.000 alberi (dati del comune), percentuale che quindi non può portare Padova al primo posto in Italia. E non tornano i conti neanche con i numeri che lui stesso fornisce quando ha dichiarato che nel 2015 sono stati abbattuti 300 alberi (Mattino, 27 marzo e 7 Aprile 2016) ripiantandone 205, un centinaio in meno, e improvvisamente, dopo solo un mese dice che ne ha ripiantati, in due anni, 213 in più degli abbattuti, con un aumento improvviso di 308 alberi tra le due dichiarazioni. Senza dimenticare che nei tre precedenti anni 2012-2013-2014 ne sono stati tagliati oltre 1300 (dati del settore e dei precedenti assessori). Acrobazie contabili di un assessorato che, mentre con una mano distrugge il verde sano e di qualità ad una velocità da devastazione amazzonica, con l'altra si auto incensa dichiarando Padova la città più verde d'Italia.
Intanto, in direzione opposta ai numeri fluttuanti ed improbabili dichiarati, possiamo dire con certezza che Padova è al quinto posto in Italia per consumo di territorio (ISPRA 2015): dove si consuma più territorio, cementificando e asfaltando, lo si fa sempre a spese di aree agricole e cunei verdi: è quindi surreale pensare che Padova possa balzare ai primi posti del verde, semmai il contrario. Infatti, ben certificate sono le ultime posizioni di Padova per percentuale di verde "storico" (Codice dei beni culturali, si distrugge quel poco che c'è, vedi parco storico dello IOV - Busonera e diversi altri a rischio), ed è anche al terzultimo posto per percentuale di aree protette o naturali (ISPRA 2013, v. fig. allegata). Analogamente, ci sono problemi con i calcoli quando vengono piantati dal settore ex-verde alberini di pero cinese ecologicamente irrilevanti, perché con biomassa 70-100 volte inferiore a ciascuno dei grandi alberi tagliati finora. Sembra che l'assessore non sappia neppure quanto possano vivere gli alberi che ha tagliato nel pieno della maturità, ma che lui considera vecchi, sempre a causa delle sue scarsissime competenze in materia. Probabilmente ritiene che tutti gli alberi vivano in media come il suo amato pero cinese Chantecleer, solo 25 anni, un'inezia rispetto ai giganti (platani e celtis al primo posto) che continua a tagliare a centinaia con disprezzo del verde, della salute e dell'intelligenza dei padovani.
Comitato Difesa Alberi e Territorio
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