Acciaierie Venete mette in cassa integrazione i suoi operai, le ditte esterne lavorano. Ancora gravi i feriti

Gli operai delle acciaierie dicono ancora "no" alla cassa integrazione e denunciano il comportamento dell'azienda. Sabato corteo. Raccolta fondi a sostegno delle famiglie

La Fiom e i delegati hanno incontrato in Assemblea i lavoratori delle Acciaierie Venete con i quali si è discusso del sopralluogo dei periti in azienda, delle questioni emerse dalla cronaca giudiziaria, dell’incontro tenutosi lunedì fra sindacati, delegati e azienda e della salute dei lavoratori feriti. L'incontro si è tenuto nella giornata di venerdì 25 maggio. 

Rinnovato il "no" alla cassa integrazione

Il sindacato rispetto all’azienda ritiene che i tempi necessari per il dissequestro dello stabilimento potrebbero essere più lunghi di quelli ipotizzati dalla proprietà e per tanto conferma, in accordo totale con i lavoratori, l’assoluta contrarietà alla cassa integrazione nel periodo di sequestro dello stabilimento. Nel contempo i lavoratori hanno informato il sindacato della volontà dell’azienda di utilizzare le loro ferie in eventuale sostituzione della cassa integrazione. Ipotesi assolutamente inaccettabile sia per la Fiom che per gli stessi lavoratori.

Le società appaltatrici lavorano

Durante l’assemblea i lavoratori hanno informato il sindacato che in questi giorni sia gli operai della Hayama Tech e che quelli di altre società appaltatrici sono stati impiegati in mansioni che normalmente vengono svolte dagli operai dell’acciaieria, in altri reparti dell’Acciaieria, dove il lavoro ha continuato ad essere svolto. Questa condizione è assolutamente inaccettabile da parte della Fiom che ne chiederà spiegazioni all’azienda. Il sindacato procederà con una diffida nei confronti dell’azienda e ovviamente rivendica, come già espresso, la necessità di discutere il prima possibile della nuova configurazione dello stabilimento.

I periti di parte

La Fiom e la Cgil di Padova si stanno adoperando perché dei propri periti siano presenti nel comitato tecnico. Per finire si è parlato dello stato di salute dei compagni di lavoro feriti e ancora in ospedale, si sono organizzati per la prossima settimana le delegazioni che andranno in visita da Sergio che è ricoverato a Cesena, da David ricoverato a Verona e da Simone che ha fatto ritorno a casa.

Un conto corrente per aiutare le famiglie

Nei prossimi giorni sarà reso operativo il conto corrente di solidarietà alle famiglie dei feriti.  Si sta valutando di mettere in campo iniziative di supporto psicologico sia per le famiglie dei lavoratori coinvolti sia per gli stessi lavoratori presenti nello stabilimento di Riviera Francia al momento dell’incidente, non coinvolti fisicamente, ma provati psicologicamente dalla disgrazia accaduta ai compagni.

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In manifestazione

I lavoratori delle Acciaierie Venete saranno alla testa del corteo della manifestazione di sabato 26 maggio.

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