Accoglienza profughi nei Comuni? Cittadella: "Prima aiutiamo i nostri"

La risposta del sindaco Pan alla lettera del prefetto Impresa sull'eventuale disponibilità di strutture di accoglienza nel territorio provinciale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Il prefetto di Padova Patrizia Impresa nei giorni scorsi ha fatto pervenire a tutti i sindaci della provincia una missiva con la quale chiede di rendere nota l'eventuale disponibilità del Comune a mettere a disposizione una struttura di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

Tale richiesta, formulata in un momento storico tanto delicato e grave per l'economia del nostro Paese, con migliaia di famiglie in seria difficoltà che vengono quotidianamente a bussare alla porta del mio ufficio per chiedere un sostegno economico, un lavoro, una casa, insomma manifestano un terribile disagio che coinvolge tutta la comunità mi lascia di stucco. Il primo dovere di un sindaco, ritengo, sia quello di pensare prima di tutto ai propri concittadini ed ai loro bisogni. Non giustifico lo spreco di risorse ed energie dello Stato centrale che arriva a offrire un pacchetto di sostentamento (biancheria, scheda telefonica, servizio di pulizia, abbigliamento adeguato alla stagione, pocket money di 2,5 euro al giorno, scheda telefonica di 15 euro, casa, zero spese per le bollette ecc.) per gli stranieri in arrivo - con i conseguenti ovvi problemi di sicurezza pubblica - non pensando ai bisogni delle nostre famiglie strangolate dalla crisi.

Nel territorio di Cittadella non sussistono le condizioni per aprire nessun centro di accoglienza; e se ci fossero le strutture adatte certamente le riserverei ai cittadellesi in difficoltà.

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