Agricoltura, i candidati padovani al Parlamento Europeo firmano il "contratto" con Coldiretti

Al faccia a faccia con i dirigenti di Coldiretti Padova hanno preso parte Elisabetta Gardini (Fratelli d’Italia), Paola Ghidoni (Lega), Ulderica Mennella (Movimento 5 Stelle), Roberta Toffanin (Forza Italia) e Achille Variati (Partito Democratico)

I candidati padovani al Parlamento Europeo hanno sottoscritto il “contratto per l’Europa”, il documento messo a punto da Coldiretti in vista dell’appuntamento elettorale.

La firma

Al faccia a faccia con i dirigenti di Coldiretti Padova hanno preso parte Elisabetta Gardini (Fratelli d’Italia), Paola Ghidoni (Lega), Ulderica Mennella (Movimento 5 Stelle), Roberta Toffanin (Forza Italia) e Achille Variati (Partito Democratico). Spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova: «In Europa si fanno le scelte cruciali per il futuro del settore primario,con evidenti riflessi anche a livello locale. Per questo prestiamo molta attenzione al dibattito e ai lavori del Parlamento Europeo. Insieme ai candidati padovani, che hanno accettato l’invito al confronto e che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo affrontato i dettagli del “contratto” di cui chiederemo conto agli eletti per i prossimi anni. Ai futuri rappresentanti al Parlamento Europeo chiediamo di impegnarsi a tutelare e proteggere il grande patrimonio italiano che in virtù della sua chiave distintiva ha un valore simbolico altissimo. Sono cinque gli impegni cardine del “contratto” Coldiretti: difesa delle risorse per l’agricoltura, a partire dalla Pac; obbligo dell’origine in etichetta; eliminazione del codice doganale per identificare il made in Italy; revisione degli accordi di libero scambio; standard produttivi uguali per tutti, senza scorciatoie».

"Eat Original"

Non solo, i candidati hanno sottoscritto anche la petizione “Eat Original – scegli l’origine”, l’iniziativa dei cittadini europei con cui si invita la Commissione Europea a imporre la dichiarazione obbligatoria d’origine per tutti i prodotti alimentari, al fine di impedire le frodi, tutelarla salute pubblica e garantire il diritto dei consumatori all’informazione. Durante il confronto con i dirigenti di Coldiretti Padova, condotto dal presidente insieme al direttore Giovanni Roncalli, i candidati hanno posto l’accento su alcuni aspetti delle future politiche europee, in particolare per l’agricoltura.

Il commento dei politici

Afferma Elisabetta Gardini: «In Europa dobbiamo essere messi nelle condizioni di gareggiare ad armi pari e dobbiamo sapere quali sono i punti non negoziabili e siamo chiamati anzitutto a difendere posizione italiana. Le battaglie sull’origine le abbiamo fatte noi e anche l’industria sta capendo che conviene pure a loro puntare su questo. I tempi stanno cambiando e dobbiamo fare in modo che il valore aggiunto del “tutto italiano” non vada solo da una parte. Brexit o no, ribadiamo che non si possono togliere soldi e risorse all’agricoltura. La qualità del made in Italy non ha eguali e proteggere i nostri prodotti è prioritario. Dobbiamo fare in modo che il parlamento conti di più». Osserva Paola Ghidoni: «Avete ben sintetizzato i principali aspetti europei nel vostro documento, già in passato l’Italia avrebbe dovuto puntare di più sull’agricoltura, anche in Europa. Avrò bisogno del vostro aiuto per un percorso condiviso che ci permetta di raggiungere gli obiettivi che avete ben espresso . Il mio partito ha scelto i candidati alle Europee con una logica di cambiamento e rinnovamento. Andiamo in Europa per lavorare sodo e per contare di più. Il settore agricolo dovrà essere protagonista». Ulderica Mennella sottolinea i «molti punti in comune fra il documento Coldiretti e il nostro programma, siamo in linea anche sui trattati che devono essere rivisti. L’agricoltura è il futuro, dobbiamo farlo capire anche ai nostri giovani, e dobbiamo favore la qualità, la stagionalità, la sostenibilità e il km zero se vogliamo creare delle opportunità. Il nostro Paese va messo nelle condizioni di fare investimenti per questo puntiamo a cambiare lo statuto della Banca Centrale Europea per togliere alcuni vincoli di bilancio». Spiega Roberta Toffanin: «Tra le priorità in Europa – spiega – c’è senz’altro la salvaguardia del made in Italy attraverso l’etichettatura integrale, vale a dire che dobbiamo tutelare tutta la filiera made in Italy, in ogni suo passaggio, e non limitarla ad un segmento, se ci teniamo al benessere e alla salute, oltre che al contrasto della concorrenza sleale e delle frodi. La battaglia per l’etichettatura è fondamentale e siamo pronti a fare la nostra parte, come stiamo facendo anche nel Parlamento italiano». Dichiara Achille Variati: «I temi affrontati ed espressi da Coldiretti sono di estremo interesse per tutti i cittadini. Difendere i produttori, difendere i contadini significa difendere anche i consumatori, le famiglie, le giovani generazioni. Quando parliamo di lotta allo spreco della terra pensiamo alle azioni che guardano anche alle generazioni future, è questo il compito alto dei parlamentari, coniugare le esigenze del singolo con i grandi valori. C’è un forte collegamento poi tra gli aspetti del settore primario in Veneto e lo scenario europeo, il nostro futuro».

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