Annullate limitazioni alle slot, il Popolo della Famiglia: "Prima il profitto delle persone"

"Ci sconforta leggere sentenze che implicitamente affermano che il profitto economico derivante da queste macchinette viene prima della salute delle persone e delle famiglie, nonostante la Costituzione Italiana. Non chiamatelo gioco"

Il Circolo di Padova del Popolo della Famiglia, commenta con queste parole la decisione del TAR del Veneto di annullare le delibere dei due comuni del Padovano con le quali si imponevano severe limitazioni alle sale di slot machines, nell'ambito della lotta alla diffusione del gioco d'azzardo.

"PROFITTO PRIMA DELLE PERSONE"


"Ci sconforta leggere sentenze che implicitamente affermano che il profitto economico derivante da queste macchinette viene prima della salute delle persone e delle famiglie, nonostante la Costituzione Italiana all’articolo 32 affermi che ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività’» ribadiscono dal Circolo del PdF. "Bene avevano fatto le due amministrazioni comunali, a cercare di imporre vincoli a quello che lo stesso Ministero della Salute riconosce essere non solo un fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse» continuano dal Circolo PdF. «Il malato inizia a trascurare studio, lavoro, famiglia e, avendo bisogno di soldi, per procurarseli può commettere reati, indebitarsi con familiari, parenti, amici, banche fino ad arrivare agli strozzini e cadere vittima della criminalità organizzata" sottolineano con forza dal PdF di Padova.

"NON CHIAMATELO GIOCO"

"Esperti ci ricordano che i costi economici per la cura di questa malattia sono enormemente superiori a quelli della prevenzione e si stimano in oltre 2000 i giocatori problematici tra i 15 e 65 anni di età presenti nel territorio padovano. Ma come si può prevenire se ai Comuni viene impedito di inserire limitazioni alle sale slot, mentre lo Stato “biscazziere” pubblicizza e ricava profitto da gratta e vinci, lotterie, siti di giochi-casinò-scommesse online?" si chiedono dal Circolo Pdf Padova. "La “cultura jackpot” si oppone all’etica della responsabilità ed aliena la persona e la famiglia privandole di ciò che è loro necessario per vivere (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2413). Questa vera e propria dipendenza si traduce in una grave forma di schiavitù personale e in un impoverimento complessivo per la società. Non a caso il Popolo della Famiglia ha inserito tra i 26 punti di Orientamento la lettera “J” di “CulturaJackpot”, come parte integrante del programma per le prossime elezioni politiche". Concludono dal Circolo PdF di Padova «NON CHIAMATELO GIOCO, in quanto promosso da pubblicità ingannevoli e, soprattutto, perché “commissionato, sponsorizzato e incentivato” dallo Stato. Questa lotta è parte significativa della battaglia del Popolo della Famiglia a favore di cittadini e famiglie del territorio padovano e non solo".

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