Ascierto e Contin, il sodalizio che non ti aspetti: destra e sinistra si ritrovano al parco per la sicurezza

«Il suo socio era interessato al finanziamento e non al progetto - spiega Contin - così ho deciso di sostenere chi sulla sicurezza ha una visione come la mia: più gente, meno blindati»

Filippo Ascierto e Chicco Contin insieme. Chi lo avrebbe mai detto, eppure succede. Cosa li unisce? Gli affari, si potrebbe cinicamente sentenziare, ma forse c'è qualcosa di più. Perché il primo rimane un politico e di fatto una azione politca sta compiendo con il progetto che sta dando nuova vita al parco dell'Arena, il secondo, comunque la si voglia vedere, è uno che ha dimostrato di sapere vedere lungo. Così siamo andati a trovarlo, Chicco Contin, non ai Navigli che hanno chiuso da poco, ma nel suo locale in centro. 

Destra e sinistra

«Destra e sinistra - sintetizza Contin - si ritrovano al parco per la sicurezza». Ma per la sicurezza di chi, chiediamo senza indugi al patron dei Navilgli? «Per la sicurezza del parco», scherza Contin. Tra una risata e l’altra però le cose le dice, non ci gira certo intorno. «Ci sono andato al parco dell’Arena ed effettivamente il suo lavoro lo ha fatto, Filippo Ascierto. Il fatto che il parco sia restituito alle famiglie è importante, oggi lì non ci sono più spacciatori». Quindi, scherziamo con Contin, non vorrai mica dirci che sei andato al parco a cercare gli spacciatori e non li hai trovati per colpa di Filippo Ascierto? Sarebbe una super notizia, da farci un titolone: «Contin cerca la droga e non la trova per colpa di Ascierto», rischiamo pure che qualcuno ci crede:  «La droga  - risponde Contin -a Padova si trova dove si vuole, mi sembra di poter dire, ma non al parco dell’Arena. Non più almeno. Non vorrei sembrare esagerato dicendo che, sforzandosi di essere seri, sempre se ci riusciamo visto il tenore dell’intervista - sta al gioco il patron dei Navigli - ma oggi se uno attraversa quel parco incontra famiglie, bambini, gente che passeggia col cane. E’ una conferma di quello che sostengo da sempre: occupare gli spazi con iniziative culturali, situazioni che aiutano la socialità, riempirli di gente, naturalmente allontana chi vuole delinquere. Funziona meglio che qualsivoglia militarizzazione, la presenza di pattuglie e tutto quel datato background culturale che non ha mai risolto davvero le cose». 

Il socio e il finanziamento 

Ma tu non eri quello di sinistra? Che ci fai con Filippo Ascierto? Perfino quando hai sostenuto Massimo Bitonci eri comunque l’ala sinistra della Lega. Che ci fate insieme? «Filippo Ascierto lo conosco da anni, mi ha chiamato per chiedermi una mano, visto che dopo che è scaduto il mese di concessione il suo presunto socio, Andrea Massaggia, ha deciso ovviamente di portare via tavoli e sedie dato che il bando prevedeva solo un mese di lavoro e lo ha lasciato orfano di quelle attrezzature che servono per portare avanti il progetto». Traspare un velo di polemica verso il socio in questione, sembra quasi non credesse tanto al progetto ma più al finanziamento: «Ho paura di sì - scoppia a ridere Contin - ma tanto so che non lo scrivi». E poi tornando serio: “Io sono per il rifiorire di tutti i parchi. Tutti, nessuno escluso. Altro che militarizzazione, è la presenza della gente che tiene lontano il degrado».

Risciò

Tornando a cose di sinistra, chiediamo tra il serio e il faceto, a quando la svolta ecologista dei risciò? «Non sarà di ultra sinistra o ultra ecologista però con quella soluzione portiamo la gente in centro. Serve aspettare i tempi tecnici per sistemarli dove abbiamo pensato, siamo già stati a parlare con chi potrebbe affittarci lo spazio per creare i punti dove le persone possono andare a richiederli ed affittarli. Non è la rivoluzione ma poco ci manca», ride ancora Contin.

Idioma e salone

Poi lo stuzzichiamo per l’ultima volta, visto che siamo venuti a cercarlo nel suo locale, che in centro si trova. Ci sono molti stranieri. Quindi non è vero che la Ztl limita i ristoratori: «Non ci casco nel tranello, sai bene che siamo appena fuori dalla Ztl. E’ anche vero però che vedi tanti stranieri perché chi lavora qui parla almeno un paio di lingue oltre l’italiano. Mentre in tanti locali del centro non si è pensato a questo e naturalmente i turisti stranieri si trovano in difficoltà». Il centro però non è solo fatto di ristoranti. Ci sono i negozi, soprattutto c’è il Salone. Sebbene la domanda fosse serie, Contin non trattiene la battuta: «Il Salone? Lì è già è un miracolo che qualcuno parli italiano…».

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