Donazzan su CasaPound: "Serve un morto per agire? Stiamo tornando agli Anni di Piombo"

L'assessore regionale Elena Donazzan interviene sull'attentato incendiario e si scaglia contro l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine che proteggerebbero i centri sociali

Dopo l'attentato incendiario di domenica notte alla sede di CasaPound in Sacra Famiglia, il dito puntato su un presunto appoggio da parte di Coalizione Civica agli estremisti di sinistra e la ferma condanna del gesto da parte del sindaco Giordani e del vice Lorenzoni, anche l'assessore regionale Elena Donazzan vuole dire la sua sul caso.

Il fumetto contestato

L'assessore è concorde con l'ipotesi investiva che vede l'episodio collegato all'annullamento della presentazione del fumetto “Foiba Rossa” dedicato a Norma Cossetto, in programma la scorsa settimana e cancellato dopo le proteste di alcuni collettivi studenteschi. “Qualcuno ha bisogno di vedere un morto per la strada prima di muoversi? Il mio é un grido di allarme verso le istituzioni che sono state silenti e assenti quando, qualche giorno fa, è stata impedita la presentazione della storia a fumetti della Medaglia d’Oro Norma Cossetto in una residenza universitaria di Padova”.

Le minacce di morte

Già intervenuta martedì scorso riferendo presunte minacce di morte ricevute in seguito alle contestazioni, non confermate dalla Digos e dall'Esu, Donazzan si scaglia contro le istituzioni. “Avevo parlato di minacce di morte, certo! Che altro significato può assumere infatti l’affiggere foto segnaletiche di qualcuno additandolo a pericoloso soggetto a cui impedire la parola, quando poi sui muri della zona compaiono tristi scritte che richiamano le famose frasi 'Uccidere un fascista non è reato' che a Padova portarono all’assassinio di Mazzola e Giralucci?”. L'assessore regionale si riferisce alle parole comparse sulla serranda della sede di CasaPound e sulla facciata di un edificio, che invitavano a partecipare a un presidio organizzato il 22 marzo al Portello. Prosegue Donazzan: “Eccole nuovamente queste minacce! Mi chiedo se ora, con la scritta 'morte' senza perifrasi, qualcuno si muoverà. O attenderà di vedere un giovane colpito perché di destra?”

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"Responsabilità dell'amministrazione e delle forze dell'ordine"

L'assessore punta il dito contro l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine, che darebbero protezione ai collettivi di sinistra, riprendendo le parole di Carlo Cardona, esponente di CasaPound Padova, pronunciate all'indomani dell'attentato. “La responsabilità di ciò che accadrà sarà delle istituzioni che non stanno agendo contro la violenza dei centri sociali - prosegue l'assessore -. Responsabilità politica poi è dell'amministrazione comunale di Padova che coccola questa sacche di illegalità e violenza, e delle forze di polizia che non agiscono per prevenire fatti che stanno assumendo le tinte violente degli Anni di Piombo”.

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