Benedetti (Misto-Sogno Italia): «Che senso ha l’ennesimo centro commerciale a Padova?»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

«Ho appreso dalla stampa della proroga dell'autorizzazione d'impatto ambientale per la costruzione di un centro commerciale in Via San Marco a Padova, nell'area ex Stanga. Immagino la procedura sia stata eseguita nel rispetto della legge, però mi chiedo quale sia l'utilità dell'ennesimo centro commerciale nella nostra Regione, per di più costruito su suolo non ancora cementificato». Questo il pensiero della Deputata Silvia Benedetti.

«Siamo la seconda Regione in Italia per percentuale di suolo consumato e perso irrimediabilmente. La normativa della Giunta Regionale finora non è stata sufficiente ad arginare questo fenomeno, cui fanno da contraltare le decine di migliaia di capannoni abbandonati nella nostra Regione e di cui si impossessano le mafie per stoccare rifiuti il più delle volte pericolosi, come avvenuto a Fiesso Umbertiano, Fossalta di Piave e Vicenza solo per citare gli ultimi casi. Chi vuole fare impresa dovrebbe a mio avviso pensare prima al recupero di quegli stabili preferendola alla costruzione di nuovi edifici insistenti su aree ad ora verdi. Riguardo il progetto della Stanga, la Provincia sbandiera le contromisure previste come se potessero compensare un modello di consumismo che oramai è chiaramente insostenibile se vogliamo garantire un futuro alle prossime generazioni. Che senso ha prevedere un'isola ecologica per accogliere i rifiuti di questo ipermercato, quando il cambiamento climatico ci impone di consumare meno risorse e produrre meno rifiuti? Se questa è la risposta che la Provincia e le imprese coinvolte in questo progetto danno ai ragazzi che venerdì scorso hanno marciato contro il cambiamento climatico, pare che il loro grido "non abbiamo un pianeta B" non sia stato ascoltato e ciò è avvilente, anche se sono sicura questa marcia non si fermerà. Il Veneto è ormai soffocato dai rifiuti, dallo smog e dalla siccità causata dai cambiamenti climatici prodotti da modelli consumistici non più sostenibili e che vanno ripensati completamente», termina Benedetti.

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