BusItalia: «Basta navette per tifosi ospiti dalla stazione, li devastano». Il questore Fassari: «Meglio danni a un bus che scontri»

L'azienda: «Quelli del Venezia hanno fatto quindicimila euro di danni, non possiamo usare quelli dismessi, lo vieta una legge regionale». Riunione in questura, presente anche Bonavina

Una riunione nell’ufficio del questore Fassari per affrontare ancora una volta un nodo legato alla sicurezza e lo stadio. Risolta la questione telecamere e quindi capienza, fonte di preoccupazione è l’arrivo, con l’inizio del 2019, di tifoserie da fuori che potrebbero creare qualche problema talora arrivassero, quelle che utilizzano ancora il treno per spostarsi numerosi, e non trovassero più il bus navetta che li porta alla stadio. Gruppi ultras che potrebbero arrivare numerosi e che senza un mezzo dovrebbero percorrere, magari in corteo, parecchia strada a piedi, mettendo a rischio la sicurezza delle persone prima di tutto, ma poi delle auto parcheggiate, delle vetrine. Scenari che tutti vogliono ovviamente scongiurare ma che preoccupano. Partite come quella col Verona e il Livorno soprattutto, ma anche quelle con Foggia, Cremonese, Brescia e Perugia.

Bus danneggiato

Ma andiamo per ordine e ricostruiamo la vicenda. Dopo il match con il Venezia, BusItalia ha constatato che il mezzo utilizzato dai supporter del Venezia è danneggiato non poco, solitamente utilizzato nelle corse urbane, anche se molto vecchio e quindi a fine vita. Quindicimila euro di danni, comunica l’azienda al comune. Chi li paga, si chiedono. Il comune, sui quali gravano già le spese del servizio navetta dalla stazione allo stadio, di certo non vuole sobbarcarsi anche questa spesa. Non è naturalmente la cifra dei danni, il nodo del contendere, questo pare chiaro subito a tutti. E’ stabilire quella che deve essere la procedura nel rispetto di ruoli e regolamenti, su quali enti deve gravare e in che termini, il vero contenzioso. Da parte dell’azienda, l’amministratore delegato, Franco Ettore Viola, è molto chiaro: «Noi non possiamo usare i bus che abbiamo dismesso per questo servizio, perché una legge regionale impone la rottamazione dei mezzi che vengono sostituiti da quelli nuovi. La Regione si prende carico di metà della spesa d’acquisto proprio facendo leva sul fatto che è obbligatorio liberarsi dei mezzi vecchi e inquinanti. Ma mettere a rischio i mezzi che utilizziamo per il servizio pubblico tutti i giorni, noi questo non abbiamo intenzione di farlo. Non c’è rigidità da parte nostra, ma c’è la volontà di trovare una soluzione che ad oggi io ancora non vedo. Da parte nostra comunque, come sempre, massima disponibilità per trovare una soluzione».

Il questore

Così contattiamo il questore Fassari, che raggiungiamo al telefono. Quando facciamo notare la posizione di BusItalia, immediatamente replica: «Mi vuole far dire che c’è uno scontro tra questura e l’azienda dei trasporti così avete una polemica su cui scrivere nei prossimi giorni? Guardi, le posso assicurare che non è così, c’è grande collaborazione tra le parti, altrimenti perché ci siamo visti, secondo lei?». Avete trovato una soluzione con l’ingegner Pacifico, presente in rappresentanza dell’azienda, e l’assessore allo sport Diego Bonavina, che ha convocato all’incontro? «Abbiamo provveduto a stilare un documento, su proposta dell’assessore allo sport, Diego Bonavina. Ha suggerito questa soluzione in modo, una volta ricevuta questa richiesta dal nostro ufficio, di attivare un tavolo di lavoro e trovare una soluzione». Quindi non c’è nessuno scontro?«C’è una precisa domanda che specifica quelli che sono gli enti che devono essere coinvolti, tutto nel rispetto delle norme. Non c’è nessuna strana richiesta dalla questura, questa è una procedura che si segue in tutta Italia. Si fa a Padova come in tutta Italia. Pensate che a Vicenza e Verona non usino i bus navetta per far arrivare le tifoserie allo stadio? Certo la preoccupazione è legittima, ma i bus purtroppo possono essere vulnerabili ma noi li chiediamo solo in casi indispensabili. Facciamo l’esempio della partita col Verona, che sarà a inizio gennaio. Possiamo pensare di lasciare sfilare un corteo per le vie della città? Non succederà mai, non scherziamo».

Sicurezza

»La sicurezza è un insieme di sforzi che coinvolge tanti enti, certo ci possono essere delle soluzioni che si possono trovare invece che altre, ma ci sono anche le leggi, le direttive. Non su tutto si può discutere. Hanno avuto questi danni, io capisco la posizione di BusItalia. Ma meglio subire un danno a un mezzo che scontri e gente che si fa male in strada». Quindi niente polemica, non come dopo il derby col Cittadella e la querelle sugli ingressi. «Guardi, implementato il sistema di video sorveglianza dello stadio ed essendo quindi tornati alla capienza massima, quello è un problema che non sin verificherà più. Ma ricordiamolo, su un seggiolino ci sta una persona solo, a maggior ragione se lo stadio è pieno come in quel caso».

Bonavina

L'assessore Bonavina, che fatto la proposta  del documento, chiarisce subito: «Il comune ha tutto l'interesse che i tifosi siano portati dalla stazione allo stadio. Non vogliamo situazioni di tensione. E' vero, BusItalia non vuole utilizzare i mezzi nuovi e non può farlo con quelli vecchi. Troveremo i mezzi per farlo, ma non pagando un privato, teniamo bene a precisare. Il comune garantisce la copertura del servizio, ma ha ben chiaro chi lo deve garantire. Ho per questo proposto il tavolo di lavoro una volta che è arrivata la richiesta dal questore, documento inviato al comune e per conoscenza anche a BusItalia». 

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