Il consigliere Lonardi: «Scellerata la scelta di riempire di cassoni l'Arcella»

Ha scritto già al sindaco Sergio Giordani: «Sospendere la rimozione dei cassonetti nelle aree pubbliche per l’inizio forzato del porta a porta. Che logica ha riempire di bidoni le aree private?»

«Sospendere la rimozione dei cassonetti nelle aree pubbliche per l’inizio forzato del porta a porta. Questa è una soluzione assurda, non si può riempire di bidoni il quartiere in aree private e toglierli da quelle pubbliche». E’ la prima richiesta che fa il consigliere leghista, Ubaldo Lonardi, che si è visto, lui come tanti inquilini e abitanti di via Lippi, recapitare da ApsAmga una trentina di cassoni dei rifiuti. «Trentaquattro, per la precisione». Lonardi qui ha il suo studio, inevitabile domandargli se è per questo che si lamenta: «Guardi, qui ci abitano tante famiglie. E mi creda, sono tutti concordi che non si può fare in questo modo. Ci sono tanti motivi che alimentano i nostri dubbi. Dal decoro alla salute».

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«Ho scritto anche al sindaco Sergio Giordani, mi ha promesso che verrà a controllare di persona. Qui nella parte ovest dell’Arcella l’introduzione di tutti questi cassonetti ha di fatto occupato e tolto spazi, non solo ai parcheggi. Poi l’idea che l’isola ecologica si deve fare a spese dei condomini è assolutamente sbagliata. Oltre ai disagi il cittadino si deve pure far carico delle spese? Non mi sembra affatto corretta come soluzione». 

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«Questi bidoni - conclude il consigliere - sono stati lasciati qui da AcegasAps, in un'area privata, non pubblica. E questo è avvenuto senza chiedere il permesso a nessuno. La raccolta differenziata c'era già, perché non migliorare quelle aree di raccolta, che erano quelle sì, pubbliche. E pensiamo a chi non ha lo spazio o magari deve sacrificare quel poco di verde che c'è». Poi, prima di salutare, di fronte alla trentina di cassoni: «Quanta immondizia pensano che produciamo? Mi sembra tutto esagerato. Davvero servono trentaquattro bidoni?». 

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