Conte: “No ai rifiuti napoletani all'inceneritore di San Lazzaro”

La Regione, tramite missiva dell'assessore regionale all'Ambiente, respinge la richiesta della Campania di conferire 250 tonnellate al giorno di rifiuti all'inceneritore di San Lazzaro. Tra le ragioni addotte, la condizione ancora provvisoria dell'impianto padovano

inceneritore-san-lazzaroL'assessore regionale all'Ambiente, Maurizio Conte, rispedisce al mittente la richiesta dello scorso primo luglio con cui la Regione Campania chiedeva il nulla osta per il trasferimento di 250 tonnellate al giorno di rifiuti derivanti dalle attività di trito vagliatura prodotti dallo Stir di Battaglia all’inceneritore padovano di San Lazzaro.

L'ufficializzazione della decisione della giunta regionale veneta ieri, con l'invio della risposta per conoscenza anche al ministero dell’Ambiente, al dipartimento della Protezione Civile e alla presidenza del consiglio dei Ministri, e alla Eco Ambiente Salerno.
 
MOTIVO 1. Tre le ragioni con cui Conte motiva l'indisponibilità. La prima riguarda l'attuale provvisorietà dell'impianto, la cui terza linea non è ancora a regime e le altre prime due sono in fase di ammodernamento. “Solo una volta concluse tutte le opere e le procedure – scrive l’assessore veneto - sarà possibile rilasciare l’autorizzazione integrata ambientale che consente l’esercizio a regime ordinario dell’impianto".
 
MOTIVO 2. Il secondo motivo è che l’ampliamento dell’impianto “ha creato una serie di preoccupazioni ed attese nella popolazione interessata -  continua Conte - nonostante le numerose iniziative volte a creare e consolidare una significativa politica del consenso; allo stato attuale, gli effetti prodotti da rifiuti provenienti da fuori regione potrebbero vanificare tale azione”.
 
MOTIVO 3. Infine Conte fa presente che il Piano prevede che i rifiuti urbani residui dalla raccolta differenziata siano prioritariamente avviati ad impianti di incenerimento, “in realtà - precisa - la percentuale effettivamente avviata ad incenerimento in Veneto è tuttora lontana dalle ipotesi pianificatorie; in tal senso l’entrata a regime della terza linea potrà contribuire a ridurre tale gap facendo confluire un quantitativo di rifiuti urbani provenienti dal bacino di riferimento pari a 300 tonnellate giornaliere; conseguentemente il conferimento di 250 tonnellate al giorno di rifiuti di provenienza extra-regionale di fatto vanificherebbe il contributo di tale linea alla pianificazione”.

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