«Restiamo uniti per sconfiggere il virus e proteggere Padova»: l'appello di Sergio Giordani

Il sindaco di Padova ha pubblicato un videomessaggio sulla propria pagina Facebook: «Ora dobbiamo proteggere Padova, costi quel che costi»

Sergio Giordani

«Cari padovani, questo mio messaggio arriva a voi quando siamo a metà di una attraversata nel deserto. Ma grazie agli sforzi della nostra meravigliosa sanità pubblica e anche grazie al prezioso aiuto di tutti voi noi sappiamo che ce la possiamo fare». In queste settimane di emergenza Coronavirus Sergio Giordani, sindaco di Padova, si è più volte rivolto ai suoi concittadini per invitarli soprattutto a rispettare le restrizioni. E ora affida lancia un nuovo, accorato appello.

«Dobbiamo proteggere Padova»

Lo fa con un lungo video sulla propria pagina Facebook. Così prosegue il suo messaggio: «Per ora però stiamo ancora attraversando il deserto, ed è per questo che come prima cosa vi chiedo e vi dico che non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a restare uniti per sconfiggere il virus e proteggere Padova. La salute viene prima di tutto, ecco perché questo è il momento di non mollare e di lottare fino alla fine. Non vogliamo vedere anche a Padova le scene di morte e disperazione assoluta che vediamo in territori a noi vicini e che ci hanno fatto piangere. Ora dobbiamo proteggere Padova, costi quel che costi. Proteggere Padova significa anzitutto stare a casa per chi può farlo. Per tutti gli altri che lavorano nel pubblico e nel privato e mandano avanti la comunità chiedo e mi sto adoperando perché abbiano la più elevata protezione. A tutti loro, agli eroi di ogni giorno, rivolgo un grazie dal profondo del cuore. Siamo in emergenza e in emergenza non si fanno polemiche, si lavora e basta. Questo è stato il mio atteggiamento dall’inizio di questa epidemia, questo sarà il mio atteggiamento fino alla fine. Solo una comunità unita batte questo nemico invisibile, sono certo che capite questo e vi ringrazio perché ci state aiutando senza divisioni. Ringrazio Conte, ringrazio Zaia, ringrazio le autorità, i volontari, le forze dell’ordine e tutti quelli che sono in prima linea. Se marciamo compatti alla fine noi vinceremo insieme».

«Aiutiamo i più fragili»

Continua Giordani: «In questi giorni durissimi vi chiedo di aiutare i più fragili, aiutateci a vigilare e proteggere sui più deboli. Anziani, diversamente abili, ammalati, persone senza casa e cittadini senza strumenti. Padova capitale europea del volontariato non deve perdere la sua umanità nemmeno nell’ora più buia. Un gesto di attenzione, una telefonata in più, un comportamento solidale tra vicini di casa: sono tutti piccoli gesti che cambiano in meglio la situazione di queste persone. Facciamolo e non perdiamo il senso di solidarietà che ha fatto grande la nostra città. Voglio dirvi che capisco i vostri sforzi, capisco chi deve stare a casa con bambini, chi vive in 40 metri quadri, chi convive con persone in difficoltà. Però ricordatevi che coi nostri sacrifici stiamo salvano vite, lo ripeto, coi nostri sacrifici stiamo salvando vite, comprese quelle dei nostri cari. Cari cittadini, solo rispettando le regole usciremo da questa situazione, rispettiamole tutti anche come ringraziamento ai medici, agli infermieri e a chi ogni giorno rischia la vita per salvare la nostra. Lavatevi le mani, spesso, anzi spessissimo. Mantenete il distanziamento sociale. Aiutatele come potete ma tenendovi distanti dalle persone care se sono anziane e fragili, torneremo ad abbracciarli quando farlo non sarà più un rischio per loro. Genitori, vigilate sui ragazzini, anche loro devono rimanere in casa. Vi prego di prestare la massima attenzione, le prossime due settimane sono decisive e non disponiamo di piani B. Questa malattia, purtroppo, uccide. Non dimentichiamolo mai».

«Teniamo duro»

Conclude Giordani: «Come Sindaco, come Giunta e come Comune dal primo momento di questa emergenza abbiamo provato a fare il massimo lavorando tutti i giorni dalla mattina alla sera, e se qualcosa vi è sembrato migliorabile mi scuso ma anche per noi in questa emergenza qualcosa può sfuggire. Abbiamo fatto informazione con manifesti e con la protezione civile, abbiamo attivato reti di solidarietà per anziani e persone fragili assieme alla chiesa e al centro servizi volontariato, stiamo sanificando le strade in ogni quartiere, abbiamo varato misure per alleviare le sofferenze economiche delle attività produttive, abbiamo aperto canali importanti con l’estero che ci hanno fatto arrivare come dono centinaia di migliaia di mascherine e dispositivi di protezione poi distribuite a chi è in prima linea e anche alla cittadinanza, stiamo distribuendo le barriere protettive della regione, stiamo facendo il massimo per proteggere anziani e operatori nelle case di risposo e faremo con le altre istituzioni tutto quello che serve per proteggere la città. Voi, vi prego, rispettate le regole e state a casa. Infine vi dico che non dobbiamo farci prendere dall’ansia del futuro. Abbiamo già passato momenti duri, guerre, emergenze e ci siamo sempre rialzati. È probabile che il mondo verso cui andiamo non sarà più quello che abbiamo conosciuto, ma consapevoli della nostra forza ci rimboccheremo le maniche e risorgeremo. Attiveremo le nostre migliori energie, chiederemo con forza aiuti allo stato, metteremo in campo tutta la forza collettiva di cui siamo in grado e vedrete che costruiremo ancora una volta per Padova un futuro dove sarà bello stare. Se non perderemo la nostra solidarietà, la nostra unità, se usciremo più umani e non più cattivi da questa crisi noi risorgeremo e lo faremo tutti assieme. Grazie, vi abbraccio tutti, teniamo duro».

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