De Poli (Udc) d’accordo con Pozza (Unioncamere): «No a nuova stagione litigi e immobilismo»

Il senatore Udc Antonio De Poli ha commentato l’intervento del presidente di Unioncamere Mario Pozza sulla crisi di governo

Il senatore Udc Antonio De Poli ha commentato l’intervento del presidente di Unioncamere Mario Pozza sulla crisi di governo . «Concordo a 360 gradi con la visione del presidente di Unioncamere Mario Pozza: il suo decalogo è un SOS alla politica e agli attori principali di questa crisi di governo. Non si può continuare a litigare a spese del Paese. Serve una svolta e, purtroppo, questa svolta non può arrivare da un altro contratto scritto a 4 mani che rischierebbe di inaugurare una nuova stagione dell’immobilismo. Serve una visione comune, un progetto politico. Il patto tra M5S e Pd, semmai dovesse andare in porto, rischia di dar vita a un Governo delle contraddizioni con divergenze sui temi a partire da Tav, lavoro, giustizia». «»

Governo Conte

«Il Governo Conte - insiste De Poli - ha fallito sul fronte delle politiche economiche  assistenzialiste che con il “reddito di pigrizia”, così come lo definisce giustamente Pozza, mortifica la cultura imprenditoriale e produttiva del Nordest. Non solo, questo Esecutivo che è giunto al capolinea , ha fallito anche sul fronte dell’autonomia. A poco servono le promesse di ieri di Luigi Di Maio che, nei suoi 10 punti, ha inserito la riforma delle autonomie. Dopo 14 mesi di veti e di stop da parte dei grillini, quella del capo dei Cinque stelle è solo una grande fake news. Per non parlare del tema del diritto alla salute: il problema della carenza dei medici rimane irrisolto. Il sistema della formazione va rivisto: è anacronistico perché è impensabile programmare di formare 10 laureati in Medicina e poi finanziare le borse di specializzazione solo per 5 di loro. Si crea un imbuto formativo che sta strozzando il nostro sistema. Bisogna aumentare le borse di specializzazione e rimuovere così quell’imbuto che impedisce oggi a circa 12mila medici di specializzarsi. Dobbiamo investire sulla sanità pubblica, così potremo garantire il diritto alla salute e contrastare la fuga dei nostri talenti all’estero».

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