Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni: "Vogliamo il nuovo ospedale sul sito dell'attuale"

I due politici hanno presentato questa mattina un articolato studio di fattibilità

Arturo Lorenzioni e Sergio Giordani

«Quello che non accettiamo è che ci dicano che raccontiamo balle sull'Ospedale: possiamo confrontarci sui progetti, sulle soluzioni e lo faremo volentieri, ma sulla serietà nostra e della nostra proposta non c'è discussione». Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni hanno iniziato così questa mattina l'illustrazione del progetto per il nuovo ospedale universitario di Padova da realizzare sul sito attuale. 

IL COMMENTO. "A me e Arturo piace ragionare sulle cose concrete. Abbiamo competenze diverse e complementari  e ci siamo trovati assolutamente d'accordo nel affrontare in maniera costruttiva il tema dell'ospedale – spiega Sergio Giordani-  L'ex sindaco si è dimostrato assolutamente inadeguato su questo tema, spostando la localizzazione dell'Ospedale più e più volte per mezza città.  Anche quando si occupa di sanità e ospedale non sa di cosa parla, e l'unica motivazione che c'è alla base delle sue scelte è quella di fare propaganda al suo capo Salvini. Cosa volete che gli interessi della sanità padovana. Basta andare contro agli altri, non importa che così si danneggino i padovani che già vedono messa a rischio l'eccellenza della nostra sanità".

LA POLITICA. "A noi questi giochetti politici non interessano. Noi tuteliamo gli interessi dei padovani, siamo indipendenti e senza capi ai quali rendere conto.  Per questo già un paio di mesi fa abbiamo commissionato uno studio di fattibilità per verificare che la nostra idea di costruire un nuovo ospedale nella stessa area di quello attuale fosse fattibile.  Perché a noi interessa ragionare sui fatti, non sugli slogan. La risposta è stata positiva e questa mattina la vogliamo presentare, perché sia oggetto di discussione. E' una proposta, tecnicamente una “Analisi di fattibilità tecnico-organizzativa” che noi mettiamo a disposizione di tutti i soggetti coinvolti, a partire da Regione e Università".

I FONDI. "Innanzitutto l'area ha una superficie sufficiente a sviluppare tutte le funzioni previste. La realizzazione potrà essere completata in un arco temporale di 10 anni e richiederà un investimento di circa 200 milioni ai quali vanno aggiunti i 50 milioni già impegnati per la realizzazione della nuova torre per la Pediatria i cui lavori partiranno tra poco. Questa cifra ovviamente riguarda gli edifici e non gli arredi e le attrezzature mediche specialistiche.  Oltre tutto un investimento di questa entità può essere affrontato senza ricorrere ad un project financing. L'ospedale proposto da Bitonci, il cui progetto non è mai stato del tutto chiarito, dovrebbe costare invece circa 800 milioni. Io qualche domanda me la farei".

IL PROGETTO. Da parte sua Arturo Lorenzoni ha sottolineato alcuni aspetti dello studio di fattibilità: "E' un progetto che garantisce l'eccellenza della nostra scuola medica e consente la realizzazione di un vero e proprio Campus  universitario  che permette una stretta correlazione fra attività didattica e clinica che è una delle richieste del nostro Ateneo. C'è una razionalizzazione della struttura e una distinzione fra l'ospedale per acuti e l'ospedale per territorio. Tutto questo senza sacrificare l'ambiente, che anzi guadagna spazi per il Parco delle Mura. Noi abbiamo molto a cuore gli aspetti relativi alla mobilità e, in attesa di una più complessivo piano che riguardi tutta la città, questo aspetto è affrontato e risolto distribuendo gli accessi che saranno integrati con la viabilità circostante e realizzando nuovi parcheggi integrativi di quelli esistenti per circa 2000 auto".

LO SCOPO. "L'ospedale è una parte fondamentale dell'ecositema urbano, intervenire su questo elemento, come accade in ogni ecosistema ha ricadute a cascata su tutto il resto della città. Questa soluzione è equilibrata, razionale, non ci fa sprecare tutti gli investimenti già fatti sull'ospedale attuale, e ci evita anche problemi futuri, pensiamo ad esempio a quanto è accaduto a Mestre dove il sito abbandonato del vecchio ospedale in centro città a distanza di anni è un buco vuoto in preda al degrado. E' la dimostrazione che, se le proposte guardano al concreto e non rispondono ad altri interessi che non siano quelli dei cittadini, le cose si possono fare, a costi accettabili, in tempi certi e tutto questo in assoluta trasparenza".

IL TAVOLO. Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni hanno concluso l'incontro sottolineando che già dal 26 giugno, si muoveranno per riunire attorno a un tavolo tutti i soggetti interessati al nuovo ospedale con l'obiettivo di trovare una soluzione condivisa in due o tre mesi.

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