Sindaco di Padova Bitonci s'insedia Pensa a chiusura dei centri sociali Modifica dell'ordinanza anti-alcol Via il coprifuoco di chiusura dei bar Blocco turnover staff in Comune No a Patreve, sì a città allargata

Martedì il neo primo cittadino della Lega Nord ha fatto il suo ingresso simbolico a palazzo Moroni, al secondo piano della sede municipale. La lista in agenda delle cose da fare è lunga. Ecco le anticipazioni

Bitonci si insedia nel suo nuovo ufficio da sindaco a palazzo Moroni

Dopo aver ricevuto lunedì, nel day after la grande sbornia elettorale che lo ha incoronato a sindaco di Padova, dalle mani del governatore del Veneto Luca Zaia, anch'egli dello stesso partito di appartenenza, la Lega Nord, l'"investitura" e la bandiera con il Leone di San Marco, vessillo che non sventolava su palazzo Moroni, Massimo Bitonci, martedì, ha fatto il suo ingresso simbolico in quest'ultimo edificio, la "casa" dei padovani da cui governerà per il prossimo lustro.

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L'UFFICIO DEL SINDACO. Il neo primo cittadino ha così preso possesso dell'ufficio, al secondo piano del municipio, lasciato libero da chi lo ha preceduto, il reggente uscente Ivo Rossi, candidato del Partito Democratico che però non ce l'ha fatta ad imporsi al ballottaggio. Di fatto Bitonci è il primo leghista a sedere sulla poltrona più importante di Padova.

MODIFICA ORDINANZA ANTI-ALCOL. "Comincio a lavorare da oggi pomeriggio - ha esordito il neo sindaco, reduce da una mattina di pellegrinaggio 'ex voto', dopo l'ottimo risultato elettorale, dal Santuario della Madonna del Covolo di Crespano fino al Monte Grappa - Come primo atto ho intenzione di modificare subito l'infausta ordinanza sugli alcolici perchè, come ho spiegato a Rossi - ha sottolineato - bisogna vietare il consumo, non la vendita".

VIA COPRIFUOCO BAR. "Siamo favorevoli - ha proseguito - a tenere aperti i bar oltre l'orario imposto dalla precedente amministrazione. Più gente cammina per la città meglio è; certo bisogna tenere presente anche le esigenze di chi risiede, per questo ho lanciato la proposta della 'patente a punti' per i bar".

MENO DIPENDENTI E STAFF. La lista in agenda delle cose da fare è lunga. "Ci sono 18 dirigenti a contratto e penso che, nell'ottica della spending review, andremo a vedere i conti del personale - ha aggiunto - Duemila dipendenti per una città di 220mila abitanti mi pare un numero eccessivo. Per questo sono anche del parere di bloccare assolutamente il turnover dei dipendenti, adesso è a uno su cinque, noi faremo un blocco a zero e vedremo qual è il minimo di risorse di cui ha bisogno la giunta per il suo staff. Di certo si tratterà di un numero molto inferiore a quello delle passate amministrazioni". Ancora diversi giorni di lavoro per la costituzione della giunta che, ha spiegato Bitonci, sarà composta da "persone che si dedicano alla città, non assessori part time".

CHIUSURA CENTRI SOCIALI. "Cosa farò per i centri sociali? Ci sono dei progetti che bisogna portare avanti e il Comune ha l'obbligo di portare a conclusione progetti di edilizia sui siti appositi. Ecco, chi vuol capire capisca". Così ha poi dichiarato il neo sindaco del Carroccio rispondendo poi alle domande dei cronisti presenti al suo insediamento, lasciando intuire - come più volte annunciato in campagna elettorale - la volontà di procedere con la chiusura dei centri sociali padovani.

NO PATREVE, SÌ A CITTÀ ALLARGATA. l sindaco leghista boccia poi il progetto della futura città metropolitana Padova, Treviso e Venezia. "Oggi ho ricevuto una telefonata da Manildo (il sindaco di Treviso, ndr) per un convegno che si terrà a fine giugno con una serie di persone che hanno studiato e continuano a portare avanti il progetto della Patreve. Io voglio dire chiaramente che questo progetto non mi piace, il padovano non può diventare una colonia di Venezia". "Conosco bene i conti del Comune di Venezia - ha aggiunto - e ho avuto modo di vedere che non sono come quelli di Padova, anzi sono più simili a quelli del comune di Roma. Io porterò avanti un progetto diverso - ha concluso Bitonci - ho già sentito molti Comuni della cintura di Padova, molto contenti del fatto che è cambiata l'amministrazione, perchè penso al progetto di una città allargata ai comuni della cintura urbana, in questo modo raddoppiamo gli abitanti dai 220mila di Padova a 400mila".

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