Tangentopoli Mose cannibalizza ballottaggio Padova Rossi-Bitonci

Entrambi i contendenti, il sindaco reggente uscente del Pd e il senatore della Lega, commentano gli eclatanti arresti nell'ambito del secondo filone dell'inchiesta sulla grande opera di Venezia e chiedono dimissioni

Massimo Bitonci e Ivo Rossi, a 4 giorni dal ballottaggio commentano gli arresti del filone d'inchiesta sul Mose

A quattro giorni dal voto di domenica che porterà nuovamente i padovani alle urne per il secondo turno di ballottaggio nella scelta del candidato a sindaco del capoluogo, la raffica di arresti con nomi di rango della politica veneta, da destra a sinistra, con cui si è aperta la giornata di mercoledì nell'ambito del secondo filone dell'inchiesta sul Mose, ha immediatamente cannibalizzato gli altri temi della campagna elettorale, giunta ormai alle ultime battute.

BITONCI: "ROSSI SI RITIRI, RENZI LO ROTTAMI". “Gli arresti di oggi sono una pietra tombale sugli scellerati progetti di Ivo Rossi - il commento del candidato della Lega Nord Massimo Bitonci (31,4% al primo turno) - Quello del nuovo ospedale a Padova Ovest, visto quanto è successo all'amministratore di Palladio Finanziaria e ideatore del project financing con cui Rossi voleva finanziare l'opera. Quello sulla Pa-Tre-Ve, visto che uno dei promotori, Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia del Partito Democratico e amico di Ivo Rossi, è stato arrestato. Non solo: fra gli arrestati c'è anche il commercialista di fiducia di Rossi-Zanonato, che ha realizzato il dossier sulla fusione Aps-Busitalia. Vista la situazione di illegalità diffusa che sembra emergere dall'inchiesta e considerate le numerose perplessità dei padovani sull'argomento, quando sarò eletto sindaco istituirò una commissione d'inchiesta sulla fusione Aps-Acegas Hera. Chiediamo a Rossi di ritirarsi dalla campagna elettorale. E a Renzi di rottamarlo”.

ROSSI: "ZAIA SI DIMETTA". "Si tratta di una notizia inquietante, che si sapeva sarebbe arrivata - la dichiarazione del sindaco reggente uscente, Ivo Rossi (al primo turno 33,8%) - Adesso ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Credo comunque che se fosse capitato ad uno dei miei assessori avrei sentito il dovere di dimettermi. L'arresto del braccio destro del presidente Zaia la dice lunga sulla necessità del governatore di rassegnare le proprie dimissioni. Da quanto si apprende sull'ipotesi di reato, sembra che le accuse non interessino l'intera amministrazione di Venezia. Parlando poi dell'arresto del primo cittadino di Venezia - Orsoni - con me si è sempre dimostrato una persona seria e la valutazione circa una sua eventuale dimissione sarà compito di chi compone la giunta. Altra vicenda quella che interessa uno dei più importanti assessori della giunta Zaia Renato Chisso, per cui è lampante la necessità di una riflessione che porti alle dimissioni del governatore del Veneto".

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