Elezioni il 28 settembre 2014 per la "riformata" provincia di Padova

In base alla legge Delrio, alle urne andranno solo i sindaci e i consiglieri di tutti i Comuni. I voti non saranno uguali: un complicato calcolo porterà alla ponderazione del voto a seconda della fascia di popolazione

La storica sede di piazza Antenore della provincia di Padova

Il percorso di riordino delle Province introdotto dalla legge Delrio del 7 aprile scorso si avvia a compimento a Padova dove, dopo l'ultimo consiglio provinciale del 10 giugno scorso che ha di fatto chiuso il mandato iniziato nel 2009, sono già state indette le elezioni del nuovo consiglio e presidente provinciali. Si terranno il 28 settembre 2014, dalle 8 alle 20, nella sede di via Bardella.

AL VOTO SOLO SINDACI E CONSIGLIERI. La "riformata" Provincia diventa un ente di area vasta di secondo livello, cambiando la modalità d'elezione degli organi, che non è più diretta ma diventa un'elezione di secondo livello. Alle urne non andranno, come un tempo, tutti i cittadini elettori, bensì solo i sindaci e i consiglieri di tutti i 104 Comuni del territorio euganeo. I voti non saranno uguali: un complicato calcolo porterà alla ponderazione del voto a seconda della fascia di popolazione. In sintesi, la preferenza di un consigliere di un Comune più grande varrà molto di più di quello di un Comune piccolo. Con l'elezione dei nuovi organi decadranno contestualmente gli attuali presidente (Mirko Patron) e giunta in carica, prorogati nel frattempo a titolo gratuito. Dall'attuazione della legge non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

I CANDIDATI. Possono essere eletti presidenti i sindaci dei Comuni il cui mandato non scade nei successivi 18 mesi, mentre del consiglio comunale possono far parte i consiglieri comunali dei singoli Comuni. Possono essere eletti (solo per questa prima volta), ma non possono votare, anche i consiglieri provinciali e presidenti della provincia uscenti. Questo significa che, teoricamente, il primo presidente della provincia eletto indirettamente potrebbe non essere un sindaco, ma il presidente uscente o un consigliere provinciale.

SCADENZE. Le candidature vanno presentate venti giorni prima delle elezioni, quindi l'8 settembre. I candidati per il consiglio provinciale si presenteranno in liste, verosimilmente quelle dei partiti e delle coalizioni che rappresentano. Ogni elettore potrà dare un voto di preferenza (anch'esso ponderato) che servirà per determinare chi entrerà a far parte del consiglio provinciale: un organo ristretto (10-12 componenti a seconda della popolazione) che avrà al suo interno rappresentanti delle forze politiche che eleggeranno i consiglieri, ai cui componenti potranno essere assegnate delle deleghe dal presidente, ma che non riceveranno alcun compenso.

COMPOSIZIONE CONSIGLI. Il numero dei consiglieri sarà definito con il metodo d'Hondt, lo stesso che regola l'elezione dei consigli comunali e che ha fra le proprie caratteristiche quello di premiare i partiti maggiori. È ipotizzabile che le forze politiche che sono alleate negli enti locali prendano in considerazione l'ipotesi di presentare liste di coalizione per massimizzare il risultato ed ottenere più posti in consiglio. Le liste dei consiglieri devono essere sottoscritte dal 5% degli aventi diritto al voto.

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