Zaia annuncia il referendum: Autonomia al Veneto sul modello Trento-Bolzano

Il governatore parla di un progetto che vale 20 miliardi, parte il conto alla rovescia: "Non è un'iniziativa di partito ma per tutta la comunità. Vorrei i veneti in massa alle urne"

Luca Zaia, governatore del Veneto

Autonomia al Veneto, uno slogan sentito tante volte e che ora torna prepotentemente alla ribalta con un annuncio del presidente della Regione, Luca Zaia. Come a dire: stavolta si fa sul serio. Con una diretta Facebook giovedì mattina il governatore spiega infatti l'intenzione di indire un referendum consultivo per fare del Veneto una regione fiscalmente indipendente sul modello delle province di Trento e Bolzano. "Significa che i nove decimi delle tasse restano qua - specifica - Un bel cambiamento".

CONTO ALLA ROVESCIA. Un'idea da concretizzare nei prossimi mesi per arrivare al voto in corrispondenza di un altro referendum, quello sulla riforma del Senato, previsto in autunno. "Abbiamo già stanziato i soldi, il percorso è segnato: da oggi parte il conto alla rovescia. Che ci rispondano di sì o di no, il referendum lo facciamo comunque. Vogliamo che il popolo si esprima, vogliamo sentire il parere dei veneti".

AUTONOMIA. La consultazione punta a ottenere più autonomia in materie come sanità, istruzione, università, ricerca scientifica. Ottenendo più fonti di finanziamento "stanziali". "Sono tasse che restano sul territorio - continua Zaia - Tanto per dare una suggestione rimarrebbero qui 20 miliardi di euro, questo vale il progetto. Lo Stivale così non può funzionare, a noi piace la Germania federalista. Non la Grecia, che piace invece a Roma". Nel 2015 la corte costituzionale aveva bocciato l'idea di un referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto, lasciando invece la possibilità di un referendum per ottenere maggiori forme di autonomia, secondo il percorso indicato dall’articolo 116 della Carta costituzionale. È su questo che ora punta Zaia.

OPPORTUNITÀ. "Se vince il sì il governo è con le spalle al muro sull'autonomia differenziata - prosegue il titolare di Palazzo Balbi - Questo è un giorno storico: inzia il conto alla rovescia. O vince Roma, o vince il Veneto. Oggi firmo un documento in cui notifichiamo al presidente del Consiglio che c'è questa iniziativa. Io non condivido l'idea di quelli che dicono che l'autonomia cannibalizza l'indipendenza. In Europa c'è un esempio chiaro che è la Scozia, che prima ha avuto l'autonomia poi l'indipendenza. Non abbiamo però dimenticato il popolo dell'indipendenza, ma loro capiscano che questa è una grande opportunità. È anche una grande sfida, perché alle urne bisogna andarci. Non possiamo accontentarci del 51%, i veneti devono andare in massa. Questo non è un progetto di partito, lo metto a disposizione della comunità. Spero che anche i partiti all'opposizione ci appoggino, perché dire di no ai veneti significa pensare che il Veneto debba restare una colonia".

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