Caso "Foiba Rossa", nessuna contestazione alla presentazione alla Fornace Carotta

La serata in programma mercoledì si è svolta regolarmente e senza intoppi nella sala concessa da palazzo Moroni. In giornata il fumetto è stato presentato anche Venezia

Alla fine, come da programma, la presentazione di “Foiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana” è andata in scena mercoledì alle 18.30 alla Fornace Carotta, concessa dal Comune dopo un braccio di ferro durato un paio di settimane. Nessuna contestazione stavolta da parte dei collettivi studenteschi, che il 20 marzo riunendosi fuori dalla sede dell'Esu erano riusciti a far saltare il primo incontro dedicato al fumetto. La serata si è svolta tranquillamente, senza alcun problema di ordine pubblico.

Il caso

La presentazione del libro, dedicato alla storia della giovane istriana Norma Cossetto, studentessa a Padova, violentata e gettata in una foiba dai partigiani titini nel 1943, aveva suscitato non poche polemiche. Polemiche legate in particolari ai promotori dell'iniziativa e ai partecipanti all'incontro, tra cui l'assessore Elena Donazzan e l'editore di Ferrogallico Federico Goglio, già condannato per apologia del fascismo. Ne era nato un aspro scontro, con l'assessore Donazzan e il consigliere Eleonora Mosco contro l'amministrazione Giordani, che aveva rifiutato di concedere una sala comunale per ospitare l'evento. Martedì invece la conferma da palazzo Moroni, dopo la regolare domanda presentata dall'Associazione Giuliano Dalmata.

La tappa al Consiglio del Veneto

Nella stessa giornata il fumetto, a firma di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio è stato presentato anche a palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del Consiglio regionale del Veneto. Promotore dell'evento in laguna era il vice presidente del Consiglio Massimo Giorgetti, che ha dichiarato alla stampa locale il proprio apprezzamento per il volume. Un libro che esalta una vicenda profondamente legata alla cultura e al territorio veneto, secondo Giorgetti, e che deve diventare parte della storia condivisa. Ha poi fatto riferimento anche ai fatti di Padova il vice presidente, puntando il dito contro le contestazioni e le presunte minacce che avrebbero minato la realtà dei fatti e la veridicità delle vicende riportate dal fumetto.

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