Galan scrive una lettera a Boldrini "Ci devo essere, rinviate il voto"

Martedì si voterà alla Camera sull'arresto dell'ex governatore del Veneto nell'ambito della vicenda Mose. Il deputato di Forza Italia chiede alla presidente di far slittare la decisione in Parlamento di almeno un mese

Il voto alla Camera sull'arresto di Giancarlo Galan, nell'ambito della vicenda Mose, era previsto per lo scorso martedì 15 luglio. In seguito al ricovero dell'ex governatore del Veneto, la data è stata già rinviata due volte: prima a giovedì 17, poi a martedì 22 luglio. Ora l'esponente di Forza Italia ci prova ancora e chiede alla presidente Laura Boldrini di far slittare ulteriormente il giorno decisivo per poter essere presente in aula. Lo fa con una lettera, accompagnata da certificato di ricovero e relazione cardiologica di un medico.

VOTO SLITTA ANCORA: Rinvio al 22 luglio - GALAN IN OSPEDALE: Legali chiedono domiciliari - GALAN RICOVERATO: Difesa ottiene rinvio del voto - LA GIUNTA: "Nessuna persecuzione" - LO SFOGO: "Non mi occuperò più di politica" - LA MEMORIA DIFENSIVA: "La mia verità sulla villa di Cinto" - IL SEQUESTRO: Sigilli a ville e barche - CASO MOSE: Richiesta d'arresto per Galan

L'ULTIMO RINVIO. Il giorno del giudizio per Giancarlo Galan è fissato per martedì. La Boldrini, all'ultimo rinvio, si era mostrata ferma: "Va bene concedere qualche giorno in più, ma in maniera ultimativa e non ulteriormente deferibile". Fatto sta che l'ex presidente della Regione non è ancora uscito dall'ospedale e i suoi legali si erano mostrati contrariati dalla scelta di procrastinare la decisione in Parlamento di appena una settimana, tempo insufficente perché Galan fosse in grado di lasciare il nosocomio e partecipare all'evento, ultima occasione per dimostrare la sussistenza del "fumus persecutionis".

LA LETTERA. Il deputato di Fi fa un nuovo tentativo e invia una missiva alla presidente della Camera, in cui chiede di posticipare il tutto di un mese: "Dal 12 luglio sono ricoverato all'ospedale di Este a causa dell'aggravamento delle mie già complesse condizioni di salute. Mi permetto, in proposito, in questa sede, di accludere l'ultimo certificato di ricovero in mio possesso, recante data 19/07/2014, ove si attesta la mia attuale degenza presso l'unità operativa complessa di medicina interna del nosocomio (in precedenza il ricovero era presso il reparto di Cardiologia, il trasferimento è avvenuto il 17 luglio) e i trattamenti in atto (terapia anticoagulante orale e ottimizzazione della terapia antidiabetica). Viene certificato, altresì - prosegue la lettera - che permane la precedente diagnosi: 'valva gessata per un totale di 40 giorni, riposo assoluto con arto in scarico. Ghiaccio e terapia farmacologica indicata dall'angiologo per la trombosi venosa'. Allego anche - scrive ancora- relazione clinica predisposta dal dottor Giulio Melisurgo nel corpo della quale si conclude suggerendo ulteriori accertamenti da compiere. Le ribadisco - conclude - la mia ferma volontà di partecipare alla discussione in assemblea, sede in cui potrò illustrare agli onorevoli colleghi le ragioni che depongono per la sussistenza del fumus persecutionis. Mi permetto quindi di rinnovarLe la richiesta di rinviare la discussione e la decisione in ordine all'autorizzazione ad acta richiesta nei miei confronti, ad una data in cui, terminata la convalescenza (quindi non prima del 20 agosto), mi sarà possibile essere presente in aula".

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