Gruppo Maus di Campodarsego: sciopero a oltranza per i lavoratori

Secondo i delegati Fiom, l'amministratore delegato, seguito da due avvocati e da un nuovo consulente non ha intenzione di ritirare la procedura di licenziamento collettivo avviata in data 25 ottobre 2019

Da 15 giorni i lavoratori della MAUS di Campodarsego hanno incrociato le braccia e sono in sciopero a oltranza. I lavoratori uniti stanno difendendo la produzione dai tentativi dell'azienda, oggi guidata dall'amministratore delegato Roberto Clamar, di far entrare altre società per completare il montaggio delle macchine da spedire negli USA.

Fiom

Secondo i delegati Fiom, l'amministratore delegato, seguito da due avvocati e da un nuovo consulente non ha intenzione di ritirare la procedura di licenziamento collettivo avviata in data 25 ottobre 2019 e sta portando avanti una lotta contro il tempo per salvare l'azienda utilizzando come garanzia la sua reputazione che, a suo dire, vale molto di più del valore di una storica azienda come la Maus, della serietà e delle competenze dei lavoratori che in questa azienda hanno sempre creduto e per la quale sis ono sacrificati e che oggi non sono disposti a subire questi licenziamenti senza intervenire.

Lavoratori

«È necessario che coloro che hanno gestito l'azienda, a partire dall'azionista Rossi Cairo, si assumano tutte le loro responsabilità per la mala gestione, in particolar modo, per i disastri di questi ultimi 4 anni, che hanno portato MAUS a rischio chiusura. Assumersi la responsabilità di quello che è accaduto e che sta accadendo significa in primis rispettare le lavoratrici e i lavoratori, salvare l'azienda, non per rafforzare il curriculum dell'A.D. Roberto Clamar, ma per salvare i posti di lavoro e le tante grandi competenze e professionalità presenti in azienda, governare un processo di salvataggio e rilancio della MAUS che deve essere condiviso con i rappresentanti sindacali e con le rispettive organizzazioni sindacali FIOM CGIL e FIM CISL che chiedono di ritirare la procedura e attivare una CIGS per crisi aziendale». Dichiarano Anna Zanoni della Fiom Cgil e Matteo Breda per la Fim Cisl, che poi aggiungono: «Per noi è incomprensibile e inaccettabile questa chiusura totale contro cui i lavoratori continueranno a lottare con tutto il nostro sostegno. Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto subito l'intervento delle istituzione ed abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente con la Regione Veneto, al di fuori della procedura, già fissato per lunedì 9 dicembre 2019 alle ore 9:30. È improrogabile la necessità di aprire un tavolo affinchè i vertici della MAUS rivedano la propria assurda posizione di chiusura totale verso i lavoratori  per provare a salvare uno dei fiori all'occhiello della metalmeccanica padovana.”

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