Ladro ucciso dal tabacciaio, Pipitone (IdV): "Esasperazione di persone normali"

Il consigliere regionale interviene sul fatto avvenuto stanotte a Civè di Correzzola, dove un tabaccaio è intervenuto per sventare una spaccata ai danni del proprio negozio sparando e uccidendo uno dei malviventi

"Una tragedia che porta con sé il germe della paura. Quella paura che attanaglia le brave persone, quando gesti di delinquenti mettono a rischio la loro vita ed il loro futuro". Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, sull'uccisione di un ladro da parte del tabaccaio, indagato per omicidio, intervenuto per sventare un furto nel suo negozio a Civé di Corezzola.

"La reazione del tabaccaio è il gesto istintivo di una persona normale, di un cittadino come tanti, alle prese con l'improvvisa violenza del crimine. Quella di ieri notte non è stata la solita spaccata da poche righe in cronaca – riflette Pipitone – perché c'è stata la reazione di marito e moglie che si vedevano sottrarre il loro lavoro ed una parte del loro futuro. Al di là degli atti dovuti della magistratura, possiamo in cuor nostro condannarli?".

"Se un paese di poche anime come Civè – osserva il coordinatore padovano IdV - si sente in balia della delinquenza, ed il bisogno di sicurezza, come dimostrano le prime reazioni degli abitanti, è in testa ai pensieri della gente, ormai esasperata, allora bisogna intervenire subito. In pochi giorni il padovano è stato teatro di eventi terribili. Di fronte alla violenza dei criminali, lo Stato e le istituzioni devono dare risposte concrete, immediate, con più poliziotti e carabinieri sul territorio, maggiori finanziamenti e rafforzando le attività di prevenzione. Altro che tagli a carceri e intercettazioni, come vuole il ministro Severino".

"Chi può mai dimenticare – conclude Pipitone - il fotogramma della rapina di Veggiano, con il malvivente in tuta mimetica che punta la pistola in faccia al vigilantes a terra, indifeso? Forse ce l'aveva in mente, crudo e terribile, anche il tabaccaio di Civè ieri notte alle 2.30, quando è stato svegliato dal boato della vetrina del suo negozio andata in frantumi. E la paura e l'esasperazione lo hanno portato a reagire".
 

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