Nuovo ospedale, Comune propone una seconda area a San Lazzaro

Oltre a quella di via Corrado, l'amministrazione di Padova ha presentato in Regione l'alternativa in una zona dove il piano del commercio della precedente amministrazione aveva previsto una grande struttura di vendita

L'area di via San Lazzaro

In tema di nuovo ospedale di Padova, novità e colpi di scena sono sempre dietro l'angolo. L'ultimo in ordine di tempo, lunedì, in sede di commissione tecnica a Venezia, dove l'architetto Franco Fabris, delegato del Comune, ha presentato due proposte: quella già nota di via Corrado e una seconda, derivata da un ulteriore studio, relativa ad un'area di oltre 400mila metri quadri a San Lazzaro, di cui la metà già di proprietà comunale.

"LAVORI SUBITO". L'area sarebbe "immediatamente disponibile" e i lavori si potrebbero "avviare da subito, consentendo ai cittadini un risparmio sulle spese di esproprio, stimato in 100 milioni di euro", dichiara il sindaco Massimo Bitonci. "La decisione definitiva non è ancora stata presa - aggiunge - confidiamo che tutte le parti coinvolte analizzino entrambe le proposte del Comune. A riprova del senso di responsabilità dell'amministrazione, che desidera fare presto, come richiesto dai cittadini e dell'Azienda ospedaliera, sono stati depositati due progetti alternativi".

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AL POSTO DI UN CENTRO COMMERCIALE. "La seconda ipotesi a San Lazzaro, vicino alla nuova stazione ferroviaria dell'alta velocità, presuppone una visione strategica di rilancio di tutto il quartiere - precisa Bitonci - su cui insistono strutture ricettive e commerciali e un'adeguata viabilità, che sarà ulteriormente potenziata grazie al completamento dell'arco di Giano. L'insediamento del nuovo ospedale in loco consentirebbe peraltro di scongiurare l'apertura di una grande struttura di vendita, come invece aveva previsto il piano del commercio della precedente amministrazione, nonostante il parere contrario delle associazioni di categoria – conclude il sindaco – Ci aspettiamo che ciascuno faccia la propria parte, compresa la Provincia, i cui rappresentanti dovrebbero ricordarsi che stiamo parlando dell'ospedale dei padovani e non di quello di qualche Comune del circondario".
 

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