Cadoneghe, Levorato (Pd): «Clamoroso rinvio per la variante 5 del piano interventi»

«Rendere più funzionale e vivibile il passaggio tra la zona commerciale e residenziale. Tutto era già stato presentato durante la seduta di commissione urbanistica»

Riceviamo e pubblichiamo da Emanuele Lovato, presidente Partito Democratico Cadoneghe

«Nel Consiglio Comunale dell’ 11 Febbraio la variante 5 del piano degli interventi è stata clamorosamente rinviata su richiesta del coordinatore La Cava della Lista Civica per Cadoneghe. Tale richiesta è stata votata anche dagli altri gruppi consigliari adducendo a pretesto che non ci sarebbe stato un sufficiente dibattito su questo tema. In realtà, sono state fatte assemblee pubbliche in novembre e in dicembre oltre a tutte le riunioni di maggioranza. Rispetto all’ultima presentazione pubblica, la variante dell’area ex Grosoli non ha subito modifiche progettuali ma ha risposto soltanto a suggerimenti emersi proprio durante gli incontri con la cittadinanza in modo da poter rendere ottimale il progetto sia per l’Amministrazione che per il privato».

Progetto Cadoneghe

«Suggerimenti che sono stati quelli di rendere più funzionale e vivibile il passaggio tra la zona commerciale e residenziale. Tutta la variante era comunque già stata presentata durante la seduta di commissione urbanistica presieduta proprio da La Cava e proprio perché non è stato cambiato niente in termini di convenzione , accordo pubblico-privato e piano di recupero è stata inserita nel piano complessivo delle varianti, come da prassi. Ciò che è vergognoso è che, sempre La Cava, non abbia posto obbiezioni o richieste nella commissione (poteva anche chiedere una variante apposita) e che poi in consiglio comunale abbia fatto puro ostruzionismo per screditare l’amministrazione Schiavo in vista delle prossime elezioni. Inoltre tutta la variante è pubblica e pubblicata in rete sul sito dell’Unione Medio Brenta, visibile da tutti i cittadini da fine gennaio. Sulla nuova associazione “Progetto per Cadoneghe” non commentiamo in quanto, se si stanno preparando per le elezioni, dovrebbero sapere come funziona la macchina amministrativa, sapere dove si trovano gli atti pubblici di un comune o andare a verificare autonomamente come stanno le cose sul sito dell’Unione. Il problema è che ad oggi più di 50 soggetti, tra cittadini e imprenditori, continuano ad attendere questa variazione rimettendoci soldi e investimenti. Tra queste persone dobbiamo comprendere anche gli attuali proprietari dell’area ex Grosoli che hanno già pagato svariati oneri di urbanizzazione ed eseguito alcune opere previste nell’accordo con l’Amministrazione. I cittadini sapranno senz’altro dare la giusta interpretazione a tutto questo».

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