Prandina - Via Anelli, sulla permuta l'amministrazione scopre le carte dopo le accuse dell'opposizione

Carte alla mano l'amministrazione risponde ai consiglieri Mosco e Lonardi: «Brutto augurarsi che una operazione del genere possa andare male. Peggio ancora buttare numeri a caso quando ci sono perizie del demanio»

Micalizzi con le perizie

La permtuta via Anelli - Prandina non smette di far discutere. In stand by la questione destinazione dell'ex caserma, oggetto del contendere oggi è un altro. ll valore delle due aree. Una polemica immediatamente smorzata con tanto di numeri e perizie dall'amministrazione innescata dai consiglieri Mosco e Lonardi.  «Non vedo l'ora - commenta Giordani -  che le palazzine fatiscenti di Via Anelli siano polverizzate e con loro anche il degrado e non vedo l'ora che li sorga un presidio li legalità e sicurezza: la nuova questura. Allo stesso tempo coi fatti e non col bla bla la Prandina è già stata riconsegnata ad un uso di interesse pubblico e questo i padovani lo toccano con mano ogni giorno: la verità e i fatti valgono e parlano da soli molto più delle mille fantasie che sento dire. Capisco che chi ha votato contro questi progetti sia in difficoltà e in imbarazzo ma se esponenti delle opposizioni vogliono lavorare contro tutta la città si accomodino pure, i padovani giudicheranno tra tre anni. Io devo badare ai fatti e non ho davvero tempo per rincorrere i piccoli rancori o l'incontenibile voglia di vedere la propria foto sul giornale anche a costo di dire inesattezze alla gente«.

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Martedì 12 marzo i consiglieri d’opposizione, Ubaldo Lonardi ed Eleonora Mosco, hanno dichiarato alla stampa che nel protocollo d’intesa firmato a giugno 2018 dal sindaco Sergio Giordani, dal capo della polizia Franco Gabrielli e dal direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Dario Di Girolamo, «c’è scritto che non si tratterà di uno scambio alla pari, ma che i due beni verranno stimati in base ai prezzi di mercato. E ciò significa che il Comune dopo aver speso un sacco di soldi per acquistare gli alloggi dell’ex residence Serenissima e per radere al suolo le palazzine, dovrà sborsarne molti altri perché l’ex Prandina vale molto di più di via Anelli». 

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«L'opposizione spera che fallisca una operazione che la città aspetta da anni. Un atteggiamento di chi fa il doppio gioco, facilmente smascherabile. Come si fa a lanciare illazioni come quelle pronunciate dai due consiglieri d'opposizione sulle cifre di permuta tra Prandina e via Anelli?». Sono le parole dell'assessore Andrea Micalizzi, visibilmente contrariato da quanto ha letto sui giornali, sulle dichiarazioni di due esponenti dell'opposizione, Mosco e Lonardi.

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Immediatamente sollecitato l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Micalizzi aveva deciso di non commentare le dichiarazioni definite nell’immediato «fantrasione e prive di fondamento». Il fatto poi che le accuse dei due consiglieri sono finite sui giornali ha infastidito non poco l’amministrazione. Primo cittadino in primis. Così l’assessore Micalizzi ha convocato la stampa e mostrato le perizie allegate al protocollo: «Secondo il Demanio – spiega l’assessore – l’area dell’ex caserma vale 10 milioni e 685 mila euro, quella dell’ex Serenissima 9 milioni e mezzo di euro. La differenza, come è evidente, è di circa di un milione di euro. La cifra che andremo a spendere con la bonifica di tutta via Anelli. In più, con l’aumento della potenzialità edificatoria della stessa via, potranno essere sviluppati fino a 64 mila metri cubi».Micalizzi, poi, conferma che sono 89 gli appartamenti dell’ex Serenissima che il Comune deve ancora comprare: «Grazie alla delibera con cui abbiamo dichiarato di pubblica utilità l’abbattimento delle palazzine, potremo espropriare in maniera più rapida gli alloggi dei privati. Per quanto riguarda i 37 di proprietà dell’Ater, troveremo una soluzione».

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