Prima in Prato e poi in municipio, la protesta degli inquilini Ater: «La legge regionale sbagliata, puniscono tutti per colpire pochi furbi»

«Costruire nelle prossime settimane un'assemblea pubblica regionale dove lanciare tutti insieme una grande manifestazione a Venezia che arrivi sino al palazzo  della Regione per chiedere l'immediato ritiro della legge» hanno dichiarato di fronte al Municipio

Doppio appuntamento per la rete di realtà e sindacati nata sull’onda dei rincari dei canoni d’affitto delle case Ater. Si sono ritrovati prima in Prato della Valle, verso le 10, poi si sono spostati sul Liston, di fronte al Municipio che è mezzogiorno. Delegati dell’Adl Cobas, attivisti del Quadrato Meticcio, la consigliera Ruffini, associazioni, realtà varie e tanti residenti, tra i presenti. Alcuni di questi hanno preso la parola e spiegato la loro situazione dopo che gli è stato rivisto e aumentato il canone d'affitto per l'appartamento Ater, dove risiedono. 

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E’ emerso chiaramente anche il tema dei “furbetti”, di coloro che pur non avendone bisogno continuano a beneficiare degli affitti Ater. Tra le persone che hanno partecipato a questo presidio, durato da una mezz’ora, si è toccato eccome questo argomento perché è il modo che hanno scelto la Regione e la Lega di difendere questa decisione. Chi è intervenuto ha raccontato cosa è cambiato e quanto importante è stato il rincaro. Questo ha messo e sta mettendo in difficoltà tantissime famiglie. Hanno confermato anche loro che c'è di certo chi si è comportato in modo scorretto, ma vanno individuati quei casi specifici, hanno spiegato. Quello di oggi a Padova non è stato l'unico appuntamento previsto per la giornata di sabato 31 agosto, in tutte le province venete sono previsti momenti in cui residenti e chi li sostiene sono in piazza insieme a reclamare un revisione di questo provvedimento. «Obiettivo è costruire nelle prossime settimane un'assemblea pubblica regionale dove lanciare tutti insieme una grande manifestazione a Venezia che arrivi sino al palazzo  della Regione per chiedere l'immediato ritiro della legge». 

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