Profughi e richiedenti asilo: il bando, le assegnazioni e l'accoglienza "di plastica"

Il contratto prevede una tariffa di 18 euro al giorno a beneficiario, dalla maggior parte degli operatori è stato visto come totalmente insufficiente per realizzare tutti i servizi aggiuntivi come l’insegnamento dell’italiano, la presenza degli psicologi nelle strutture e i processi d'integrazione nel territorio

I piatti di plastica. E pure le stoviglie. Nel contratto con le otto cooperative alle quali è stato assegnato il compito di “gestire i profughi” a Padova e nel resto della provincia, è espressamente indicato l’obbligo di utilizzare stoviglie di plastica monouso per la somministrazione dei pasti. «E’ in piena contraddizione con le direttive europee che mirano alla tutela dell’ambiente e, dunque, alla riduzione della plastica», ha tuonato l’assessore all’ambiente Chiara Gallani. Immediata la replica del prefetto: «Comprendo la sensibilità dell’assessore, ma non abbiamo fatto altro che applicare quanto previsto dal governo nazionale per tutti i centri d’accoglienza d’Italia. Tuttavia – ha rassicurato Renato Franceschelli – non mancherò di sottoporre la questione all’attenzione del Viminale».

Città Solare

La scelta di imporre stoviglie e piatti di plastica, al di là della questione ambientale, seria questione, intendiamoci, suggerisce anche un’altra interpretazione. A darcela è Maurizio Trabuio: «Noi di Città Solare non abbiamo neppure partecipato al bando. Noi come tantissime cooperative in tutta Italia». Sono più le prefetture dove la gara è andata deserta che quelle in cui si è partecipato. «Io penso che le cooperative che hanno preso parte alla gara hanno sbagliato. In molte province d’Italia le cooperative non l’hanno fatto, qui invece sì». Si favoriscono quelli più grandi, semplificando: «Si va sempre più verso una sorta di industrializzazione dell’accoglienza. Non so come hanno fatto i conti quelli che qui hanno partecipato». Di fatto la quota per beneficiario è dimezzata rispetto a prima: « Non è più previsto se non in misura assolutamente adeguata nessuna formazione, nessuna attività di avvicinamento al lavoro. Le cooperative che hanno partecipato danno ragione a Salvini,  ritenendo che si possa gestire questo fenomeno in maniera provvisoria e precaria a meno che non si parli di grandissimi numeri».

Stoviglie

E qui arriviamo alle stoviglie e ai piatti di plastica: «Si viene obbligati a fornire i pasti usando plastica mono uso. Il messaggio che si da, nella migliore delle ipotesi, è che si stia in un campeggio. La questione dell’accoglienza è una questione seria ed epocale. L’idea della precarietà che si manifesta usando piatti di plastica è un’idea sbagliata in senso antropologico. Se io uso piatti di plastica sto dicendo a loro e e pure a me, che è tutto provvisorio, che non si sta costruendo nulla. Questa è la cosa più grave che voglio evidenziare». E aggiunge, Maurizio Trabuio: «Esprimo valutazioni su una situazione che mi sembra emblematica di come si vuole rendere l’accoglienza. E non vorrei che la cooperazione padovana sia talmente drogata dai flussi di denaro prefettizio da non accorgersi di queste cose».

Bando

Il bando prevede una tariffa di 18 euro al giorno a beneficiario, che dalla maggior parte degli operatori che in questi anni si sono occupati di accoglienza è stato visto come totalmente insufficiente per realizzare tutti i servizi aggiuntivi come l’insegnamento dell’italiano, la presenza degli psicologi nelle strutture, i processi di integrazione nel territorio. E non stiamo parlando di quelli che sono finiti inchiesta, perché ironia della sorte può pure capitare che si ripresentino, magari cambiando nome come si fa con le insegne. Molti invece che l'accoglienza hanno dimostrato di saperla fare, hanno invece scelto di non partecipare a questo Bando e quindi lasciato la gestione dei beneficiari CAS alle cooperative che invece hanno gareggiato, chiudendo le strutture e lasciando un lavoro di accompagnamento all'autonomia che, in alcuni casi, è stato lungo anche anni. Molti operatori, qualificati, perdono quindi il proprio posto di lavoro. «Molti beneficiari, che avevano costruito un rapporto di fiducia con quegli operatori - conclude Trabuio - si troveranno a dover interagire con persone sconosciute e con un taglio ai servizi e all'assistenza necessari all'inclusione che non ha precedenti».

Prefettura

Il prefetto Renato Franceschelli ha sottoscritto il contratto con le otto cooperative sociali che, per i prossimi due anni, si occuperanno della gestione dei profughi a Padova e nel resto della provincia. Un contratto che, complessivamente, sfiora i 36 milioni e mezzo di euro, per dare ospitalità a 1.334 persone. Soprattutto richiedenti asilo che si trovano nel territorio già da tempo e che sono in attesa di ottenere o meno lo status di rifugiati. Dei1.334 posti i primi 885 riguardano i profughi che verranno accolti in singole unità abitative, 449 sono relativi a quelli che saranno sistemati in centri fino a un massimo di 50 persone.

Cooperative

Questa la lista delle otto cooperative che effettueranno il servizio: Veneto Insieme (475 migranti), Edeco (400), Villaggio Globale (150), Percorso Vita (125), Luna Azzurra (50), Tangram (50), Con Te/Disco Verde (49) e Popoli Insieme (35). Ognuna di loro, dallo Stato, riceverà un contributo giornaliero per profugo di 18 o 23 euro, a seconda che l'accoglienza venga prestata in singoli alloggi oppure in strutture con non più di 50 migranti.

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