Punti nascita in chiusura, il mondo della politica trasversalmente dice no: "Salviamoli"

Sulla questione si esprimono uniti, da sinistra a destra, Liberi e Uguali, Popolo della Famiglia e Movimento 5 Stelle che chiude pizzicando la Lega

La possibilità che i punti nascita del Veneto, tra cui quello di Piove di Sacco,possano chiudere sta scuotendo l'opinione pubblica e il mondo della politica che non è rimasta indifferente alla questione.

Liberi e Uguali 

Trasversalmente, infatti, si levano voci che chiedono il salvataggio degli stessi. Il consigliere regionale Piero Ruzzante incalza: "Liberi e Uguali è un movimento nato anche per difendere e rilanciare il modello della sanità pubblica e universale, dopo gli anni della crisi economica e della cosiddetta "austerity" nei quali il pubblico ha subito tagli pesantissimi e attacchi di ogni sorta a favore del privato. Non a caso la normativa sui punti nascita risale a quasi dieci anni fa, in corrispondenza allo scoppio della crisi e all’inizio di queste politiche scellerate". Il consigliere preannuncia una mozione da presentare in Consiglio regionale per la salvaguardia dei punti nascita di Piove di Sacco, Valdagno e Adria che rischiano la chiusura. "Ovviamente sarò felice di condividere la mozione con quanti la vorranno sottoscrivere – precisa Ruzzante – penso che su questo tema dovrebbe esserci ampia condivisione, visto che si parla di servizi essenziali la cui cancellazione causerebbe problemi e disagi alle partorienti dei territori interessati. Zaia e Coletto in campagna elettorale promettevano che nulla sarebbe successo ai punti nascita. Adesso – conclude Ruzzante – è tempo per loro di mantenere la promessa, a maggior ragione con un governo amico". 

Popolo della Famiglia

Dello stesso avviso il Popolo della Famiglia che con le parole della presidente Maria Verita Boddi esprime la sua contrarietà sulla chiusura dei punti nascita decisi a livello nazionale: "Come movimento politico siamo consapevoli dei costi del sistema sanitario e della necessità di razionalizzare le risorse, specialmente per il perseguimento di una maggiore sicurezza e qualità del servizio. Però consideriamo l’assistenza alla gravidanza e al parto un servizio sanitario fondamentale ed essenziale, al quale deve essere garantito l’accesso da parte dei cittadini, anche in base alle specifiche caratteristiche geografiche e di popolazione di ogni singolo comprensorio" prosegue Boddi. "Chiudere il Punto Nascite di queste città significa privarle di un servizio fondamentale, stimolando ancora di più l’esodo degli abitanti e costringendo le future mamme a servirsi dei centri ospedalieri più distanti, con molti disagi e magari con il pericolo, in caso di nascite precoci, di partorire durante il tragitto in ospedale. Si tratta dell’ennesimo “regalo” dell’ex ministro Lorenzin? Chiediamo al presidente della Regione Veneto di intervenire sulla questione, per consentire che il nostro popolo torni a fare figli e per questo chiediamo che venga fatto tutto il possibile per garantire i servizi di base ai futuri genitori e ai bambini che nasceranno. Non riduciamo la questione a soli termini numerici: 500 nati Sì, 499 No!" conclude Maria Verita Boddi del PdF padovano.

M5S

Sibillino il M5S che chiude pizzicando la Lega: "L'ipotesi di chiusura dei punti nascite di alcuni ospedali veneti è l'ultimo colpo di coda del Governo appena andato in archivio. Noi però siamo assolutamente contrari alla chiusura dei punti nascita di ospedali strategici per il territorio e per i cittadini. Ci sono molte più valutazioni da  fare rispetto a quante ne hanno messe sulla carta, senza conoscere la realtà di una regione complessa come il Veneto, i burocrati del vecchio Governo. Abbiamo già preso contatti con il Ministro Giulia Grillo e stiamo iniziando un ragionamento basato sulle effettive necessità dei territori coinvolti in questa serie di tagli e chiusure. Lo porteremo avanti nell'interesse dei veneti. Sappiamo però che il sottosegretario alla Salute che si occupa di queste tematiche è il leghista Maurizio Fugatti. Non capiamo quindi come mai Zaia non sia intervenuto con i suoi referenti politici al Governo come abbiamo fatto noi. Ne va della qualità e del futuro della sanità veneta, ognuno deve fare la sua parte".

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