Referendum per l'autonomia: vince il Sì, affluenza nella provincia di Padova al 59,6%

In città non si raggiunge il quorum. Il sindaco Sergio Giordani: "E' giusto che questo dibattito si apra, ma che sia utile e costruttivo"

Referendum sull'autonomia: vince il Sì con il 98%. Il Veneto con l'affluenza del 57,2% batte la Lombardia ferma al 40%. A Padova città non è stato raggiunto il quorum: fermi al 46%. Per quanto riguarda l’affluenza, la prima in Veneto è la provincia Vicenza con il 62,7%. Seconda la provincia di Padova con 59,6%. Poi, a ruota Treviso con 58% e Rovigo con 49,9%.

TUTTI I DETTAGLI DEL REFERENDUM

IL SINDACO GIORDANI.

“È noto che su questo referendum nutrivo dubbi sui toni e sugli intenti reali dei proponenti, ma ho deciso comunque di votare”, dichiara Sergio Giordani, “Sono Sindaco di tutti i padovani e credo sia un segnale di apertura prima che ai politici proprio ai cittadini che oggi hanno espresso la loro opinione. La partecipazione delle persone va sempre valorizzata e ascoltata. Confesso che non mi sono particolarmente piaciuti i toni di una campagna elettorale più orientata a uno scontro con il Governo Nazionale che a discutere dei possibili obiettivi comuni. I cittadini che si sono recati alle urne penso chiedano semplicemente di aprire un dialogo costruttivo e di buon senso per ottenere maggiori margini di autonomia. Il nostro è un territorio che sotto tanti aspetti si dimostra virtuoso nella gestione degli enti locali e dei beni comuni, è giusto che questo dibattito si apra e che gli amministratori portino il loro contributo. Quello che mi auguro è che si apra una discussione concreta, rispettosa ma soprattutto utile. Al centro ci deve essere il bene dei nostri territori nel solco della Costituzione e di una collaborazione leale con lo Stato che non deve mai venire meno. Se così sarà, non mancherà anche il mio contributo, se invece ci si rinchiuderà in una logica di fazione e di partito che guarda alle prossime elezioni politiche più che ai veneti, non sono interessato a farne parte”.

FORZA ITALIA.

Dichiarazione congiunta di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, e Adriano Paroli, coordinatore di Forza Italia in Veneto, a nome di tutto il coordinamento regionale: “Grande soddisfazione per il risultato, ancora parziale, dell’affluenza, alle ore 19, per il referendum sul regionalismo differenziato in Veneto, al momento al 51.9%. Se i veneti oggi hanno potuto votare è per la lungimiranza e la serietà istituzionale dell’allora Popolo della Libertà, oggi Forza Italia. Una partecipazione convinta dei cittadini veneti ad un quesito semplice e che, con la forza di questo risultato e con la probabilissima vittoria del ‘sì’, sarà importante per il futuro della regione. Con questo trend, superiore di molto a quello delle ultime elezioni amministrative, arriveremo a chiusura delle urne ad un’affluenza di gran lunga superiore ad ogni più rosea aspettativa. Forza Italia ha voluto fortemente questa consultazione, che si è svolta grazie ad un’iniziativa legislativa regionale azzurra, ed ha condotto una campagna elettorale seria, responsabile, spiegando ai cittadini le specificità del referendum in questione. La grande partecipazione di oggi ci ha dato ragione e ci dà rinnovato impulso per le sfide future, tanto in Veneto quanto nel Paese”.

FRATELLI D’ITALIA.

Raffaele Zanon, dirigente nazionale di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale dichiara: "Ci hanno provato in tutte le maniere per squalificare il significato del referendum consultivo per l’autonomia in Veneto e Lombardia. A partire dalla classe dirigente della sinistra, iniziando dalla Moretti al Ministro Martina per finire alla Serracchiani, che ha dimostrato di essere subalterna alle nomenclature nazionali tutte impegnate a propagandare la diserzione dalle urne. Ebbene, non solo i veneti e lombardi sono andati a votare ma, il risultato del quorum superato in Veneto dimostra che esiste un blocco sociale tradizionalmente di centro destra, cattolico riformista e federalista che è sicuramente la maggioranza dell'elettorato. Una maggioranza che chiede la giusta autonomia per avviare contestualmente una vera riforma dello Stato in senso federalista e Presidenzialista per renderlo più efficiente e attento al territorio. Solo così, non potrà essere messa in discussione l’unità nazionale che per la Destra Politica rimane un valore primario irrinunciabile”.

PROVINCIA DI PADOVA.

"Il referendum ci consegna, anzi ci ribadisce, una chiara richiesta dei Veneti: avere maggiore autonomia - dichiara il vice presidente della Nuova Provincia di Padova Fabio Bui - Non poteva essere diversamente perché si tratta di una richiesta ovvia. E, proprio in quanto tale, avrebbe già dovuto trovare adeguata risposta da parte dei Governi che, ad alterni schieramenti, si sono succeduti. Direi quasi che è stata una partita senza avversari considerato che tutti si erano pronunciati a favore, pur con qualche distinguo e contraddizione interna. Quello che conta, comunque, è il risultato di questa unanime convergenza. Un esito che  carica di responsabilità tutti i nostri rappresentanti istituzionali. In primis il governatore Zaia che, ricevuto questo ulteriore mandato dopo quello altrettanto ampio che l’aveva riportato a Palazzo Balbi, non può accampare altri alibi per iniziare una trattativa seria e definitiva con il governo uscente e, più verosimilmente, con quello che verrà. Una trattativa che non può prescindere dal presupposto che oggi non ha vinto una parte, ma i Veneti e dalla consapevolezza che i risultati veri e non di facciata, si otterranno se saremo uniti sui contenuti e non divisi dalle demagogie. Occorre uno scatto d'orgoglio da parte di tutti affinché le responsabilità politiche e amministrative non si esercitino in funzione delle rendite di posizione o del partito che ti ha "nominato" mettendoti in posizione utile per l'elezione, ma nell’interesse esclusivo dei cittadini del territorio. Il referendum ci consegna un mandato chiaro su cui lavorare per dimostrare la capacità della classe politica di portare a casa risultati. Il colore del gatto ormai non interessa più a nessuno: tutti vogliamo che sappia prendere il topo".

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