Referendum indipendenza Veneto Primo bonifico da Padova sul conto

Fabio Miotti, 26enne presidente del consiglio comunale di San Giorgio in Bosco, che da Forza Italia ha aderito l'anno scorso al Nuovo Centrodestra, lunedì mattina ha versato 30 euro per sostenere la causa

I dati del bonifico diffusi via Facebook e, nel riquadro, una foto di Fabio Miotti

Nel primo giorno di attivazione del conto corrente istituito dalla Regione per il referendum in favore dell'indipendenza del Veneto, appartiene a un giovane padovano il primo versamento per la causa.

30 EURO PER L'INDIPENDENZA. È lo stesso Fabio Miotti, 26enne presidente del consiglio comunale di San Giorgio in Bosco, che da Forza Italia ha aderito l'anno scorso al Nuovo Centrodestra, eletto consigliere con la lista civica del leghista Roberto Miatello, tutto orgoglioso, ad annunciarlo - con tanto di immagine della ricevuta telematica - dal suo profilo Facebook: "Alle ore 8 ho fatto il mio dovere: ho donato i promessi 30 euro per contribuire alle spese di indizione del referendum per l'indipendenza del Veneto. Sono il primo?".

"POSSIBILITÀ, COME IN SCOZIA". Miotti, che già aveva annunciato la sua scelta qualche giorno fa tramite i social network, ha atteso l'apertura alle 8 di lunedì 6 ottobre della sua banca e poi ha dato il via libera dal suo cellulare ad un bonifico di 30 euro destinato alla Regione, conto corrente dedicato alla raccolta di fondi per l'indipendenza del Veneto. "Non sono mai stato un accanito sostenitore dell'indipendenza - ha affermato - ma i continui tagli e le numerose nuove gabelle che come Comune lo Stato ci ha obbligato ad applicare ai nostri cittadini mi hanno fatto cambiare idea. Finalmente la Regione, una istituzione seria e non una associazione indipendentista, sta dando la possibilità a noi veneti di contribuire attivamente alla convocazione di un referendum: indipendentemente dalle posizioni favorevoli o contrarie dei singoli credo che tutti i cittadini dovrebbero dare qualcosa, per arrivare a misurarci democraticamente come in Scozia".

3 EURO A TESTA. E poi suggerisce un conto: "Siamo in 4,9 milioni di abitanti in Veneto e bastano 14 milioni di euro per convocare il referendum: bastano meno di 3 euro a testa per convocare il referendum. Meno di una qualsiasi tassa, di qualsiasi balzello, della Tasi o dell'Imu: penso che valga la pena smetterla per un attimo di lamentarci al bar, rinunciare ad uno spritz e andare a contribuire. Vinca il Si o vinca il No non importa, ma almeno misuriamoci per dimostrare a noi e al resto dell'Italia qual è il vero nostro pensiero". Fabio Miotti lancia però un monito: "Credo in pochi giorni raccoglieremo i soldi che servono per organizzare il referendum: Zaia poi non perda però un attimo a dimostrare che questo non era un bluff, e convochi subito questo attesissimo referendum. Vada come vada ma almeno potremo esprimerci democraticamente: democrazia che lo Stato sembra aver dimenticato nell'ultimo periodo".

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