Riparte il tram, ripartono le polemiche

I consiglieri della Lega e il candidato alle regionali M5S, Simone Borile: «Mezzo vecchio, finito il lockdown ricominciano i problemi». Il presidente di BusItalia: «Spiace si enfatizzi il piccolo disagio di due corse e non che migliaia di padovani sono tornati a servirsene»

Il tram

Riparte il tram e ripartono anche le polemiche. Il consigliere d'opposizione in consiglio comunale, Ubaldo Lonardi e il candidato alle Regionali per il M5S, Simone Borile, sono tornati ad attaccare sul tram che ha avuto qualche intoppo in due corse, come ha fatto sapere Busitalia. «I mezzi erano fermi da mesi, è una polemica strumentale», ha commentato Andrea Ragona. Il vice sindaco Arturo Lorenzoni, che della mobilità ha la delega, ha risposto così alle critiche: «Sul tram mi pare tanto rumore per nulla. Ieri ci sono stati due allarmi che hanno fatto uscire la manutenzione, ma senza danni di rilievo. È stata più una precauzione che altro. Il mezzo oggi funziona regolarmente e siamo tutti contenti che sia tornato a solcare leggero le vie della città».

La critica di Borile

«Basta gettare acqua sul fuoco, il tram  - spiega Simone Borile in una nota -  su rotaia è un mezzo eccessivamente obsoleto e dopo due mesi di stop da Covid-19, in cui era possibile approfondire le manutenzioni, non fa altro che confermare la mia tesi: è un costo e non un beneficio per la collettività, tanto meno affidabile anche per coloro che lo dovrebbero usare per lavoro nella speranza che sia puntuale o non venga trainato da un trattore. Appena ripartito, guasti e problemi che sono subito definiti dai responsabili di scarsa entità, come se i disagi per i passeggeri, obbligati ad attendere bus sostitutivi, non avessero un valore. La sanificazione è applicata puntualmente e soprattutto documentabile? Quali sono stati esattamente queste anomalie di piccola entità? Forse problemi all’impianto frenante? I deragliamenti non sono un ricordo lontano. Forse il mancato funzionamento dell’aria condizionata? Eppure le giornate sono già calde e cosa potrebbe accadere in luglio e agosto? Non credo si stia andando verso la normalità. Il lockdown è forse quasi terminato per alcuni ma il blockdown del serpentone blu è sempre più in stato avanzato. Soprattutto in un periodo di scarsa liquidità economica ed in cui la manutenzione esosa del tra su rotaia dovrebbe fare rivalutare la non adozione del SIR3 a favore di bus elettrici o filobus molto meno costosi e di minore impatto manutentivo».

Lonardi Lega

Anche Lonardi è critico sull'affidabilità del mezzo: «Non sono bastati due mesi di “riposo e cure” a rimettere in sesto il metrobus di Padova che ieri, nonostante il poco fortunato exultet del Vicesindaco Lorenzoni, ha costretto i passeggeri al trasbordo su ben 4 mezzi sostitutivi per sopraggiunti guasti. Ed un metrobus non è che si parcheggia a lato della strada, perché rimane sulla rotaia bloccando l’intera linea e deve essere trasportato a fine corsa. Un mezzo sicuramente innovativo, non elettrico ma a trattore. Purtroppo non c’è nulla di ironico in una vicenda che vede persa la scommessa della città di 15 anni fa. Se la ditta costruttrice del mezzo che doveva risolvere la viabilità di tutto il mondo, con un mezzo elettrico ad alta capienza su guida fissa a basso costo di costruzione, è fallita, un motivo ci sarà. A questo punto insistere su questo mezzo che mostra sempre di più i suoi limiti rischia di trascinare la città in un disastro trasportistico senza precedenti e investire tutte le ingenti risorse necessarie, anche se in gran parte regalate dallo Stato, cioè dalle tasse che pagano i cittadini, costituisce sicuramente uno sperpero di denaro pubblico inaccettabile, forse anche un reato».

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BusItalia e le 225 corse

Il Presidente di BusItalia, Andrea Ragona non fa attendere la replica dell'azienda: «Lunedì 24 maggio il tram è tornato in funzione con 225 corse giorno, i diciotto mezzi erano fermi da due mesi e in un paio di corse si sono verificati disguidi che hanno rallentato di una decina di minuti il servizio. Spiace che si enfatizzi il piccolo disagio delle due corse e non ci si feliciti che migliaia di padovani, con frequenza di otto minuti, si sono potuti spostare nelle altre 223 corse. Nel momento in cui in tutta Italia il servizio pubblico è alle corde ci si aspetta collaborazione e non critiche sterili». 

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