Sanità, è scontro Cgil - Regione

La Cgil ribadisce il suo No agli appalti alle cooperative dei servizi sanitari e chiede un tavolo di confronto per individuare soluzioni condivise

E' scontro sull'opportunità di dare in appalto, da parte della Regione, e si oppone all'idea degli appalti a cooperative dei servizi sanitari e chiede un tavolo di confronto per individuare soluzioni condivise. Ecco la nota del sindacato:

Cgil vs Regione

«La Cgil, la Funzione pubblica, la Fp medici e lo Spi avevano denunciato per tempo il rischio che la carenza di personale medico e infermieristico in tante strutture sanitarie della nostra provincia avrebbe causato molti problemi, acuiti dal periodo estivo e dalla gestione del piano ferie. E avevamo anche considerato sbagliata la soluzione dell'esternalizzazione, seppur provvisoria, dei servizi. Quanto previsto sta purtroppo succedendo, e la situazione in un mese e mezzo è perfino peggiorata. I reparti più colpiti sono i Pronto soccorso e le Pediatrie della città capoluogo, della Bassa e dell'Alta padovana. Siamo particolarmente preoccupati per gli ospedali di Cittadella, Camposampiero e Piove di Sacco. La decisione di affidarsi a cooperative di medici, che avevamo paventato, è ormai ufficiale, e ha visto l'opposizione anche di altri sindacati. Questa scelta rischia - tra le altre cose - di precarizzare il lavoro di reparto che invece - vista la sua delicatezza - necessita di stabilità. Soprattutto per garantire la salute dei bambini, sono fondamentali la continuità assistenziale e la presa in carico. Durante l'estate, oltretutto, gli accessi nei reparti non si riducono, ma aumentano esponenzialmente e in queste condizioni il sistema non è in grado di dare risposte all'altezza delle necessità. Un'ultima considerazione: l'esternalizzazione dei servizi è costosissima, visto che un medico in convenzione costa fino a 100 euro l'ora. Riteniamo non più rinviabile l'apertura di un tavolo di confronto con la Regione Veneto, con i rappresentanti dei lavoratori di comparto e dei medici, come già chiesto a tutti i livelli, per trovare una soluzione non estemporanea, a tutela della sanità pubblica di qualità e dei lavoratori, a una situazione che sta rischiando di diventare strutturale».

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