Selvazzano Civica al presidio all'Ater: «Svendono il patrimonio immobiliare e alzano gli affitti»

«La trasformazione di A.T.E.R. in ente di profitto con legge regionale rappresenta anche una crisi di valori: i cittadini che non possono accedere ad alloggi ai canoni del mercato privato, assistono alla scelta della Regione di svendere all'asta case sulle quali potranno lucrare privati»

Vincenzo Vozza, consigliere comunale a Selvazzano ha partecipato insieme ad altri militanti di Selvazzano Civica al presidio in via Raggio di Sole, sotto la sede dell'Ater. Sono settimane che ci sono manifestazioni e proteste, non solo a Padova ma anche in provincia, contro il ricalcolo dei canoni Ater. 

Selvazzano Civica al presidio

«Come gruppo politico - spiega Vozza - abbiamo deciso di essere presenti al sit-in di oggi e dare la nostra solidarietà ai comitati spontanei di cittadini che stanno protestando contro l'attuazione della legge regionale 39/2017 sul ricalcolo dei canoni di locazione delle unità abitative A.T.E.R., azione amministrativa che ha messo in ginocchio molti concittadini. È illogico che un'ente di tale importanza abbia un bilancio non in pareggio, ma in positivo. E cosa ancor più grave, che questa positività sia frutto dell'alienazione del proprio patrimonio immobiliare.  In un periodo di profonda crisi economica, la trasformazione di A.T.E.R. in ente di profitto con legge regionale rappresenta in pieno anche una crisi di valori: i cittadini che non possono accedere ad alloggi ai canoni del mercato immobiliare privato, assitono alla scelta politica della Regione Veneto di svendere all'asta case sulle quali potranno lucrare i privati: nella silenzio generale, l'8 agosto scorso, l'A.T.E.R. di Padova ha messo all'asta 21 lotti in tutta la provincia. Selvazzano Civica condivide così l'impegno di molte realtà civiche e partitiche (in particolare della sezione padovana di Rifondazione comunista) sul territorio per informare i cittadini residenti in alloggi A.T.E.R. dei propri diritti ed affiancarli nella pacifica ma leggitima resistenza ad una legge ingiusta, lesiva della dignità della persona, proposta da una giunta regionale che sta gestendo la cosa pubblica (ambiente, sanità, welfare) speculando sul ceto popolare. Che malgrado lo si voglia negare, esiste anche nel "ricco" Nord-Est».

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