Sgombero Marzolo, è polemica sulla tempistica. Il Questore: «Non c'entra con i fatti di venerdì, ha una genesi diversa»

Da Palazzo Moroni non è arrivata una nota ufficiale ma la decisione di sgomberare lo spazio Marzolo a pochi giorni dai fatti di venerdì, non è piaciuta. Dal Bo non commentano ma fanno notare che la data non è stata decisa dall'Università

Da Palazzo Moroni non è arrivata una nota ufficiale e neppure arriverà, ma la decisione di sgomberare lo spazio Marzolo con la forza, seppur in una situazione di assoluta tranquillità,  a pochi giorni dai fatti di venerdì, non è molto piaciuta. Il vice sindaco Arturo Lorenzoni e l’assessora Chiara Gallani hanno dichiarato che si poteva evitare questa tipo di modalità e cercare invece un confronto. Dal Bo non commentano ma fanno notare che la data non è stata decisa dall'Università

Via Marzolo

Alle 15 la via era ancora sigillata dalla presenza delle forze dell'ordine che filtravano i numerosi studenti che si spostavano nella cittadella univeritaria. Non esattamente lo scenario ideale per degli studenti e che va in controtendenza con la città aperta che vuole l'amministrazione. Lo sgombero è cominciato molte ore prima, al mattino presto. 

Università

L’Università non si chiama neppure fuori nel senso che non commenta proprio l’accaduto. E’ la proprietaria dello stabile sul quale ha annunciato le sue intenzioni col progetto presentato al Bo grazie agli 11 milioni arrivati da Roma. Su tempi e modalità, questo filtra dal BO, l’università non ci avrebbe però messo bocca. Che poi a saldare le finestre dello stabile di via Marzolo ci fossero lavoratori dipendenti dell’Università questo è un altro conto, ma la posizione del Bo è questa. In sintesi, il periodo fissato dalla Gazzetta Ufficiale cadeva in questo mese ma sulla data di attuazione della restituzione dello stabile l'Università non ha alcuna voce in capitolo. 

Questura

L'amministrazione non parla, il Bo neppure, abbiamo provato con il Questore, che invece risponde. Quasi scontato chiedere se fosse opportuno, con la città ancora scossa dai fatti del 29 marzo, operare uno sgombero: «Venerdì c’era una situazione di ordine pubblico che ha un percorso che non c’entra nulla con quanto accaduto alla Marzolo. Sono due cose distinte». Quindi quando nasce questo iter che ha portato all'azione di questa mattina? Non c'era davvero altro modo? «Lo ha chiesto sovente l’università di riavere lo stabile visto che ci sono le iniziative da mettere in atto per avviare le procedure per i lavori. L’università lo ha chiesto al Prefetto per iscritto visto che ha avviato le procedure per la progettazione. Il percorso è di giorni antecedente alla discussione sulle manifestazioni di venerdì. Non è una cosa che si decide dalla sera alla mattina. Ed è l’università infatti che ci ha fornito i supporti per aprire e svuotare il posto, con la sua struttura logistica».  

Venerdì

Poi una domanda su venerdì e le cariche in piazza. Si potevano evitare, chiediamo: «Chi ha tentato di forzare il blocco - spiega il Questore - sapeva di non poterlo fare. Noi non avevamo negato il presidio, ma il corteo che è stato fatto non era autorizzato. Noi siamo intervenuti solamente quando c'è stato un tentativo di forzare, perché ci sono delle regole». Uscendo dalla discussione sulla gestione dell'ordine pubblico, visto che è ovvio che il Questore difende il proprio operato e quello dei suoi uomini, gli chiediamo se alla luce dei fatti e delle discussioni autorizzerebbe ancora il corteo di Forza Nuova e degli anti abortisti. «C'è una legge che vieta i cortei a Forza Nuova?». 

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