Centri sociali in Comune, la furia dei sindacati di polizia: «Inaccettabile dall'amministrazione»

Fsp e Sap commentano al vetriolo l'intervento degli attivisti di sinistra: «Nessuno spazio a chi inneggia alla violenza e all'illegalità». E chiamano in causa Giordani

La conferenza stampa organizzata dagli attivisti del c.s.o. Pedro lunedì a Palazzo Moroni non è piaciuta ai sindacati di polizia, che puntano il dito contro la mancata presa di distanza da parte dell'amministrazione comunale.

Una protesta mal digerita

L'incontro è nato per protestare contro i fogli di via inferti a sei attivisti dei centri sociali del Nord Est, cinque veneziani e un vicentino, colpiti dal provvedimento dopo gli scontri in piazza delle Erbe il 17 luglio 2017. A esprimere la propria contrarietà sono la Federazione sindacale di polizia e il Sindacato autonomo tramite i loro rappresentanti Valter Mazzetti e Mirco Pesavento. “Sconcertante”, “inammissibile”, “inconcepibile”sono le parole usate all'unisono dai due enti.

L'attacco al sindaco

Perno della forte critica è la scelta da parte del sindaco e dell'amministrazione comunale di concedere uno spazio istituzionale a una conferenza incentrata sulla promessa di infrangere la legge. Gli antagonisti, capeggiati da Tommaso Cacciari (che in fatto legami con la politica non è certo uno sprovveduto vista la parentela con l'ex sindaco di Venezia), hanno voluto assicurare che violeranno il provvedimento del foglio di via, ripresentandosi a Padova. «Non è in alcun modo ammissibile che le istituzioni concedano spazi a chi si fa promotore della commissione di reati» si legge nella nota di Fsp, a cui fa chiosa quella di Sap: «É inconcepibile che il primo cittadino permetta a questi soggetti di esprimere una violenza verbale contro la polizia all'interno di un palazzo che dovrebbe essere garanzia di legalità. É paradossale che cinque consiglieri di maggioranza e due assessori abbiano compartecipato all'iniziativa senza che il sindaco abbia preso una netta distanza».

Riferimenti blasfemi

Oltre ai gravi scontri dell'estate 2017, ai sindacati non va giù la spavalderia con cui Cacciari ha giustificato il suo ritorno in città. «Sono un fervente credente e vado al Santo a pregare che ci liberi da fascisti» aveva commentato l'attivista. «Chiediamo siano sanzionati per il mancato rispetto del foglio di via se torneranno in città» prosegue Sap «Anche in risposta alle irridenti e oltraggiose spiegazioni con cui hanno ammesso l'elusione del provvedimento».

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Una questione di principio

Nessuno spazio pubblico a chi esalta l'illegalità dunque. «La libertà di manifestare il proprio pensiero è sacrosanta, ma nessuno ha la facoltà di inneggiare a forme di dissenso violente o che si traducano in illegalità» sottolinea Valter Mazzetti di Fsp. Il fatto che il Pedro abbia pagato la tassa comunale per ottenere la sala non cambia il cuore del problema: «É ridicolo pensare che basti pagare per avere diritto a uno spazio istituzionale in cui poter dire letteralmente di tutto, senza un minimo di controllo sulla legittimità di quanto accade» è la dura replica. Secco l'invito del segretario provinciale Sap, Mirco Pesavento: «Il sindaco, che ha la delega alla sicurezza, ci dica da che parte sta. Chiediamo pubblicamente se riterrà opportuno conferire un riconoscimento agli uomini in divisa che quel 17 luglio furono feriti in piazza, manifestando la propria gratitudine».

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