Il sindaco di Montegrotto: «È giusto che Schiavonia sia l’ospedale pubblico di riferimento, ma alle Terme serve un presidio per le urgenze»

«La scelta regionale di puntare sul nuovo ospedale Schiavonia  come riferimento anche per la zona termale non mi preoccupa: Schiavonia è a Monselice, uno dei comuni che fanno parte dell’OGD Terme e Colli Euganei e soprattutto è un ospedale pubblico»

Il sindaco di Montegrotto, Riccardo Mortandello, è intervenuto in merito alla decisione presa dalla Regione di declassare la casa di cura di Abano Terme.

Mortandello

«Il declassamento della Casa di Cura di Abano Terme era nell’aria da mesi, e in buona parte prevedibile visto il venir meno delle coperture politiche di cui ha goduto per anni.La scelta regionale di puntare sul nuovo ospedale Schiavonia  come riferimento anche per la zona termale non mi preoccupa: Schiavonia è a Monselice, uno dei comuni che fanno parte dell’OGD Terme e Colli Euganei e soprattutto è un ospedale pubblico.  La sanità veneta pubblica è oggi tra più performanti in Italia per qualità di servizi e tempi di attesa: in un momento di scarsità di risorse pubbliche, è giusto che allocarle per un migliore funzionamento del pubblico. Deve essere tuttavia chiaro che vista la presenza di turisti e visitatori in un’area che conta oltre cento alberghi e migliaia di attività commerciali e ricreative,  e la distanza delle nuove strutture ospedaliere (Schiavonia e il costruendo polo di Padova Est) ,la Giunta regionale dovrà trovare il modo di garantire che alle Terme ci sia un’adeguata gestione delle urgenze e delle emergenze».

Distanze

«Dal punto di vista di quel che avrebbe potuto essere, posso dire - spiega il sindaco di Montegrotto - che sarebbe stata sicuramente una scelta migliore costruire il nuovo polo ospedaliero di Padova non a San Lazzaro, ma a Padova Ovest, come inizialmente previsto, un’area più comoda ai collegamenti stradali e ferroviari e più vicina alle Terme. Scelte politiche passate hanno portato altrove e ora bisogna fare i conti con quello che abbiamo. Per noi amministratori, la sfida è trasformare un’operazione di razionalizzazione e di efficientamento della spesa pubblica sanitaria necessaria e non più rinviabile, in un’opportunità per il territorio: il grande tema che si prospetta all’orizzonte dei prossimi anni è infatti quello dell’accessibilità alle strutture sanitarie esistenti sia del paziente urgente sia di quello cronico.In questo contesto, l’ospedale di Schiavonia – oggi il più importante e moderno dell’Ulss 6 Euganea,  in base al numero di posti letto, di servizi offerti e di posizione geografica  - di fatto potrebbe diventare l’ospedale territoriale di riferimento anche per le Terme e lasciando all’Azienda Ospedaliera di Padova nel futuro Ospedale a San Lazzaro, la missione di cura dei pazienti più impegnativi e della gestione delle grandi criticità. Nei piani della Regione, è previsto anche un collegamento diretto che parte dalla stazione dei treni Terme Euganee Abano Montegrotto e che in dieci minuti arriverà dentro l’ospedale (pubblico) di Schiavonia. Anche per questo come amministrazione sampietrina  da diversi mesi stiamo lavorando per un rivisitazione dei parcheggi scambiatori della stazione ferroviaria. Se abbiamo a disposizione un grande ospedale pubblico costato un miliardo di euro, è sensato investire nel trasporto pubblico che renda semplice per tutti raggiungerlo». 

Urgenze

«Altro discorso - conclude Riccardo Mortandello - è la gestione dell’urgenza e dell’emergenza nell’ambito termale, che è un tema che riguarda anche i turisti anziani che frequentano le nostre strutture. Nell’area termale deve essere garantita la presenza  di un presidio medico avanzato che potrebbe essere anche condiviso tra Selvazzano, Abano e Montegrotto. Per il futuro della Casa di Cura, pur non entrando nel merito del business plan di una struttura privata, auspichiamo che il suo consolidamento e la sua eccellenza possano continuare in futuro trovando nuovi canali e forme di finanziamento: ad esempio mettendo in rete le competenze mediche e le eccellenze oggi esistenti nei circuiti sanitari privati internazionali e partecipando, anche come promotori, ai grandi studi clinici nelle prime fasi di sviluppo di trattamenti innovativi e oggi in grado di allocare ingenti risorse finanziarie permettendo di trattare un grande numero di pazienti senza incidere sulla spesa pubblica»

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