Este, chiude lo sportello sanitario per stranieri. Sinigaglia: «No al trasferimento a Monselice»

Il consigliere regionale del PD invoca un ripensamento ed è pronto ad aprire un'interrogazione parlamentare per scongiurare la decisione presa dalla Ulss 6

Da lunedì 7 gennaio, lo sportello dell’anagrafe sanitaria per stranieri di Este verrà soppresso: le attività saranno svolte al centro polifunzionale di Monselice su decisione della Ulss 6.

Spiegazioni doverose

Una «decisione sconcertante» la definisce il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia. «Nel piano sociosanitario era stata evidenziata, e votata, la necessità di coordinare di questi spazi, non il loro smantellamento» prosegue Sinigaglia annunciando anche un’interrogazione. «Lo sportello dell’anagrafe sanitaria per stranieri ad Este è un servizio che funziona ed è ampiamente utilizzato. Perché l’Ulss 6 ha deciso di chiuderlo, trasferendo tutto a Monselice, con ovvi disagi per gli utenti?».

Servizi fondamentali a rischio

«Questi sportelli rilasciano la tessera sanitaria per i residenti e quella Stp (per stranieri temporaneamente presenti), necessaria per le cure ambulatoriali e ospedaliere, interventi di profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive. Stiamo parlando del diritto fondamentale alla salute e ulteriori tagli sono inaccettabili» protesta Sinigaglia «c’era già stato l’accorpamento con Montagnana, adesso lo sportello unico che, oltretutto, sarà aperto tre volte la settimana anziché quattro come accadeva finora, due a Este e altrettante a Monselice». Un'organizzazione che rischia di soccombere davanti all'alto numero di utenti: «È facile prevedere code e disservizi. Solo a Este ci sono oltre 1.300 stranieri residenti a cui vanno aggiunti quelli con permesso di soggiorno e i rifugiati. È un’ulteriore penalizzazione nei confronti delle fasce più deboli della popolazione che non ha senso».

La provocazione

E non manca una vena polemica: «Zaia, visto che è anche assessore alla salute, ci spieghi quali sono le ragioni della scelta: come Partito Democratico bocciamo questa svolta salviniana della Ulss 6; siamo convinti che la strada da prendere sia opposta, i servizi devono essere migliorati e potenziati» conclude il consigliere.

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