Tredicesima Giornata Europea contro la Tratta: a Padova una "multi-agenzia" per contrastare il fenomeno

«La percezione di essere sfruttati non automatica, le stesse vittime di tratta non si rendono conto di esserlo. Solo a fronte di una crisi, un lavoratore infortunato o una donna che rimane incinta nel caso della prostituzione, abbandonati dalle organizzazioni malavitose si rendono conto in che condizione si trovano»

Lo striscione della manifestazione

Sono state presentate in conferenza stampa le iniziative che porteranno alla 13a Giornata Europea contro la Tratta, che si celebrerà il 18 ottobre. E' stata l'occasione per tornare a far luce su un fenomeno, quello della tratta e del grave sfruttamento, che preoccupa sia a livello locale che internazionale, come dimostrano le iniziative messe in campo dall’Unione Europea. Un fenomeno sommerso ma molto diffuso. Alcune stime infatti portano a quasi un milione le sospette vittime di tratta e/o di grave sfruttamento. Numeri importanti che allertano per dimensione e diffusione e che rappresentano un enorme business per le reti criminali transnazionali.

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Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione della scadenza, Marta Nalin, assessora al sociale, Salvatore Sechi, associazione Welcome, Roberta Amore e Barbara Maculan, Equality e ass. Mimosa e suor Gabriella di Francescane con i Poveri. Al di là dei numeri, pur sempre significativi e oltre alla conferma che lo sfruttamento della prostituzione in strada è una emergenza mai finita, e che è sempre presente anche lo sfruttamento lavorativo, si è parlato del lavoro che si sta svolendo per contrastare questo grave fenomeno. 

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La formula della “multiagenzia”, con azione coordinata di ispettorato del lavoro, spisal, inail, sindacati, forze dell’ordine, privato sociale incaricato dal Progetto N.A.Ve, in 11 ditte diverse di vari  comparti (3 pelletteria, 2 assemblaggio, 4 tessile, 1 agricoltura), ha portato a contattare 76 persone, di diverse origini: quarantatre cinesi, sei senegalesi, nove nigeriani, sette bengalesi, un cubano, tre pakistani, due provenienti dalla Guinea e cinque marocchini. 

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«La percezione di essere sfruttati non è sempre così automatica, sono le stesse vittime di tratta che non si rendono conto di esserlo. Accade solo di fronte a una crisi, quando ad esempio un lavoratore si infortuna o una donna rimane incinta nel caso della prostituzione. E' solo quando vengono abbandonati che capiscono in che condizione davvero si trovano», fanno notare Barbara Maculan e Roberta Amore. Salvatore Sechi, associazione Welcome ha invece presentato gli appuntamenti che ruotano attorno all'evento, come la biclettata che porterà i partecipanti a incontrare tante realtà sparse nel territorio che contribuiscono al contrasto del fenomeno della tratta. 

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