West Nile, scatta l'operazione "stop al virus": insediata in Veneto la Commissione Regionale Permanente

Ne fanno parte i tecnici della Direzione Regionale Prevenzione, dell’Istituto Zooprofilattico di Legnaro, dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Ullss, dei Consorzi di Bonifica, e una rappresentanza dei Comuni del Veneto

Obiettivo: porre un freno. E sconfiggerlo: è stata insediata a Palazzo Balbi da Luca Coletto, assessore alla sanità, la Commissione Regionale Permanente che avrà il compito di rafforzare e monitorare le attività di tutti gli attori coinvolti (a diverso titolo) dal fenomeno del virus West Nile.

"Fenomeno non solo veneto"

Ne fanno parte i tecnici della Direzione Regionale Prevenzione, dell’Istituto Zooprofilattico di Legnaro, dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Ullss, dei Consorzi di Bonifica, e una rappresentanza dei Comuni del Veneto. Spiega l'assessore Coletto: “Quest’anno, a causa principalmente di condizioni meteorologiche molto particolari, ci siamo trovati ad affrontare una per molti versi inattesa stagione record, con una circolazione virale mai registrata prima. È una condizione che, a causa dei cambiamenti climatici in atto, potrà ripetersi e che fronteggeremo con un Piano molto particolareggiato, con il coordinamento della Regione e il coinvolgimento di tutti gli Enti interessati :dai Comuni, in capo ai quali la legge nazionale pone l’incarico di accollarsi la disinfestazione, alle Ullss che hanno il compito di supportare i Comuni, ai Consorzi di Bonifica, il cui lavoro sarà prezioso per la manutenzione delle aree più umide, all’IZS, all’Istituto Superiore di Sanità, la cui presenza al tavolo è particolarmente significativa perchè dimostra la condivisione del cammino individuato e perché il fenomeno West Nile non ha interessato solo il Veneto, ma un’ampia parte d’Italia e d’Europa”.

WEST NILE ECDC-2

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"Attività di monitoraggio e prevenzione"

Continua Coletto: “I rilevamenti sulla diffusione della West Nile in Italia e in Europa – fa notare Coletto – testimoniano di un fenomeno assai diffuso. Ritengo perciò opportuno, e ne parlerò nelle sedi opportune a cominciare dalla Commissione Salute nazionale, ragionare sull’opportunità di attivare un tavolo di confronto interregionale, dove scambiarsi conoscenze ed esperienze e concordare azioni coordinate, perché i cambiamenti climatici e le zanzare non hanno confini. Naturalmente stiamo parlando di attività di monitoraggio e di prevenzione, con interventi che dovranno essere attivati prima che la stagione a rischio abbia inizio. Nell’estate 2018 abbiamo fatto un po’ da apripista, primi e unici in Italia, ad esempio, a realizzare un piano Straordinario di Disinfestazione finanziandolo con 500 mila euro della Regione, che sta operando a pieno regìme: dopo le province di Padova, Rovigo e Verona, sono infatti in via di conclusione gli interventi nei Comuni delle province di Venezia, Treviso e Vicenza, dove si è registrata la circolazione virale nell’uomo”.

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