È l'Alzheimer la vera malattia del secolo: un'associazione aiuta familiari e pazienti

Ogni tre secondi nel mondo viene diagnosticata questa patologia a una persona. Bisogna quindi essere in grado e saper affrontare le problematiche che si presentano quando un familiare è afflitto da questo grave problema

L’alzheimer è la malattia più diffusa la mondo, la vera malattia del secolo. Ogni tre secondi infatti, nel pianeta, viene diagnosticata questa patologia a una persona. Bisogna quindi essere in grado e saper affrontare le problematiche che si presentano quando un familiare è afflitto da questo grave problema.

Convegno e comuni

«In molti casi, ed è comprensibile, non si sa come comportarsi con il proprio caro, il progetto è nato proprio con l’intento di aiutare a convivere con chi soffre questa di questa malattia». Giusi Molena, presidente dell’Associazione Alzheimer Piove di Sacco ha coinvolto con la sua associazione diversi comuni e lunedì 3 giugno è previsto un incontro, nella sala Polivalente di Brugine presso la sala polivalente Cornaro proprio su questi temi. Il Comune di Brugine in collaborazione con i Comuni di Campolongo, Piove di Sacco, Sant’Angelo, Codevigo, Arzergrande e Casalserugo, aderisce infatti al progetto “Sente-mente” dell’Associazione Alzheimer Piove di Sacco. Attraverso questo progetto, sostenuto anche dalla Regione Veneto,  si vogliono traghettare le famiglie con cari affetti da Alzheimer o demenze, dallo stato di impotenza a quello di autoefficacia, promuovendo in tutto il territorio una cultura dell’accoglienza per le persone che con-vivono con la demenza e i loro cari. 

Affetti

«La malattia di chi amiamo - spiega la presidente -  è difficile da vivere. Accogliere l'idea che la persona che amiamo, giorno dopo giorno, vada "allontanandosi" da noi è fonte di tanto dolore e disorientamento. Abbiamo bisogno di strumenti, di accompagnamento e di coraggio che permettano ai familiari di acquisire le capacità di superare gli ostacoli. Un aspetto importante è il grande aiuto che viene dato a queste persone che molte volte si trovano in difficoltà nel gestire un malato con demenza.Il progetto è anche un insegnamento per poter guardare con occhi nuovi la persona che amiamo. La malattia non è solo tempo di fatiche ma può diventare l'inizio di un percorso di possibilità e di crescita». Ed ecco che ci illustra delle attività di cui si parlerà anche all'incontro, come quelle che si svolgono nel centro sollievo: «E' rivolto ai casi in stato iniziale o medio,  dove ci sono una educatrice e una psicologa iniseme ai volontari dell’associazione che sono supervisionati da professionisti. Hanno pure fatto corsi di formazione specifici. Fanno attività con gli utenti sia di tipo cognitivo che manuali o motorie». 

Musica

Tra tutte le attività proposte, quella che raccoglie non solo maggiori consensi tra gli utenti ma anche sorprendenti risultati sono le attività musicali. «Certo, c’è anche il coro perché la musica è un punto trainante per i malati, la musica porta sollievo perché si coinvolgono l’uno con l’altro. Quando abbiamo portato 35 pazienti a esibirsi nel teatro filarmonico di Piove di Sacco, hanno eseguito otto brani e hanno avuto un grande successo. In più si sono divertiti tantissimo. E’ sorprendente che dopo un anno si ricordano ancora l’ordine nelle canzoni, non solo i testi, dello spartito. Per essere persone che hanno difficoltà con la memoria, si capisce l’importanza di un'attività come questa». Ci viene spiegato che anche il karaoke è un buon esercizio perché bisogna seguire l’ordine delle parole sullo schermo, andare a ritmo e coordinati con la musica».

Terra e dolci ricordi

C'è poi il progetto "mani nella terra": «Si tiene in collaborazione con l'istituto agrario don Nicola,  gli utenti si ripercorrono invece i tempi dedicati all’orto o ai campi e risvegliano quelle conoscenze prendendosi cura di una pianta». Di tutte le attività svolte una, si capisce dal tono di voce come viene raccontata, mette insieme più di tutto il senso di ciò che si è fatto fino ad ora e si può quindi continuare a fare: «In un libretto,  che si chiama "Dolci Ricordi", abbiamo pubblicato ognuno di loro raccontare quello che facevano da bambini. Ricordano più il passato che il presente, per questo colpisce ad esempio che ricordino tutto della serata al teatro di Piove. Il passato che riaffiora, tutto quello che ci hanno raccontato, lo abbiamo messo nero su bianco non solo perché quelle memorie non vadano perse ma anche perché sono straordinari racconti di un tempo che non c'è più per nessuno, non solo per loro».

Associazione Alzheimer Piove di Sacco 2-2-2

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