Padova all’avanguardia nella cura dei tumori del cavo orale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

"L’Azienda Ospedaliero-Padova si conferma all’avanguardia in Italia nel trattamento di alcune tipologie di tumore: nella fattispecie si tratta di quelli del cavo orale che, attualmente, rappresentano una delle neoplasie più diffuse nel mondo con circa 264mila nuove diagnosi e 128mila morti all’anno (in Italia sono l’ottava forma più frequente di cancro).

Fino ad oggi il trattamento di elezione queste patologie, in uno stadio iniziale, è stata l’asportazione dei linfonodi del collo: ossia, a fronte di una diagnosi di certezza, si procedeva chirurgicamente alla rimozione di tutti i linfonodi potenzialmente già colonizzati dalle cellule cancerose. La tecnica, già adottata con successo - ad esempio per i carcinomi della mammella - della biopsia del ‘linfonodo sentinella’ che consente di risparmiare l’asportazione chirurgica dei linfonodi laddove non sia strettamente necessario, soprattutto in Italia, ha trovato scarsa applicazione nell’ambito dei carcinomi testa-collo sia per diffidenze culturali che per i limiti del radiotracciante, ossia della sostanza iniettata per evidenziare il suddetto linfonodo sentinella.

Tuttavia a Padova, l’équipe di Otorinolaringoiatria in collaborazione con quella di Medicina nucleare, ha scelto di affrontare queste particolari tipologie di tumore adottando una nuova molecola (Tilmanocept marcato con Tecnezio 99), recentemente sintetizzata dai ricercatori della Ohio State University e della Houston University, in grado, in pochissime ore, di identificare con precisione il linfonodo sentinella e consentire la sua biopsia senza necessità di asportazione di tutti i linfonodi della zona sospetta. «Grazie a questo nuovo radiotracciante- commenta Roberto Di Carlo, otorinolaringoiatra dell’Azienda Ospedaliera di Padova - potremo giungere alla personalizzazione del trattamento dei carcinomi squamosi del cavo orale in fase iniziale con un margine di errore sensibilmente più basso rispetto al passato e al contempo assicurare al paziente un intervento microinvasivo e con minori tempi di ospedalizzazione del paziente».

Ad oggi, infatti, chiunque avesse scelto di adottare la tecnica del linfonodo sentinella utilizzando il radiotracciante tradizionale, era condizionato nelle tempistiche e modalità di lavoro dalle caratteristiche della molecola che, per essere in grado di evidenziare il linfonodo specifico necessitava di una maggiore dose di radioattività e imponeva tempi di registrazione più lunghi con un margine di errore piuttosto elevato «Le tecnologie di imaging avanzato come la PET Risonanza, disponibile in Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera di Padova - conclude Diego Cecchin, docente dell’Università degli studi di Padova - unite all’adozione di questa nuova molecola permettono al chirurgo di operare con una maggior sicurezza, riuscendo a individuare con estrema precisione, proprio il linfonodo sentinella, cosa che in passato, con il radiofarmaco tradizionale, almeno nelle neoplasie testa/collo, non era possibile».

Proprio sul tema del nuovo radiotracciante (Tilmanocept marcato con Tecnezio 99) e delle sue applicazione nel trattamento dei tumori del cavo orale, si è tenuto a fine febbraio un convegno a Padova al quale hanno partecipato circa una quarantina tra otorinolaringoiatri, chirurghi e specialisti in medicina nucleare provenienti dalle principali aziende ospedaliere d’Italia."

Torna su
PadovaOggi è in caricamento