Tumore al testicolo, casi in preoccupante aumento in Veneto per "poca prevenzione"

L'annuncio è stato fatto dal professor Carlo Foresta dopo l'ultimo studio condotto dalla sua Fondazione: al via nel mese di aprile la campagna informativa in collaborazione con Coldiretti, previsti anche screening gratuiti in piazza Cavour sabato 13 aprile

Gli ultimi dati del registro tumori italiani riportano una continua crescita di tumori testicolari, il tumore solido più frequente nei giovani uomini (il 12% di tutte le neoplasie tra i 15 e 49 anni), con 2.400 nuovi casi l’anno in Italia. Esiste una variazione geografica che da sud a nord rivela un aumento dei tumori al testicolo in Italia, e nel Veneto in particolare, stando ai risultati dell’ultimo studio della Fondazione Foresta di Padova, che ha incrociato i dati dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori) con quelli provenienti da analoghi centri di raccolta del Nord Europa. E i numeri che escono sono inequivocabili.

I casi

Il professor Carlo Foresta spiega: «Quali siano le cause di questa tendenza non è ancora dimostrato, ma è innegabile una relazione tra le alterazioni della funzione testicolare e il forte inquinamento ambientale, come già documentato nei Paesi scandinavi. Negli ultimi anni la tendenza ad un incremento delle patologie sembra coinvolgere tutto il nostro Paese, ma in particolar modo il nord Italia, soprattutto per quanto riguarda l’incidenza del tumore testicolare: a Nord 7,6, al Centro 7,1, e al Sud 6,4 ogni 100mila residenti di tutte le età. Nel Veneto questo fenomeno risulta essere ancora più evidente: qui l’incidenza sale a 8,3 casi, e diventa ancora più elevata considerando solo la popolazione di giovani under 50, superando addirittura i paesi scandinavi (12,3 contro 11,5), che sono ad oggi considerati come i Paesi a più elevata incidenza di questo tumore».

Poche campagne informative

Nonostante questo, non si effettuano adeguate campagne di informazione e di screening, a differenza di quanto accade per altri tumori, come ad esempio il tumore del collo dell’utero che ha una incidenza minore (1 caso ogni 442 soggetti tra 0 e 49 anni) e che, proprio grazie alla continua proposta di screening, ha visto una netta riduzione sino a raggiungere tassi di incidenza di gran lunga inferiori a quelli del tumore del testicolo. Afferma Foresta: «Va precisato che nella donna i tumori all’apparato riproduttivo stanno diminuendo, mentre quelli dell’uomo aumentano. I motivi sono molti, tra tutti la scarsa attenzione che il maschio ha per la propria salute. È essenziale far capire anche all’uomo l’importanza della prevenzione, stimolando le politiche di informazione e di screening per queste patologie. Sebbene il tumore del testicolo interessi degli organi esterni e quindi facilmente controllabili, a differenza di altri tumori per i quali si fa prevenzione, di questa forma tumorale si parla poco. L’autopalpazione dei testicoli rappresenta un importantissimo strumento di prevenzione secondaria che tutti gli uomini dovrebbero effettuare all’incirca ogni mese».

Fondazione Foresta

La Fondazione Foresta peraltro è da anni in prima linea sul fronte dello studio di questi temi. Il centro di crioconservazione dei gameti maschili dell’azienda ospedaliera dell’Università di Padova è l’unico centro regionale autorizzato alla crioconservazione degli spermatozoi in uomini che, affetti da tumore, rischiano di perdere la fertilità per interventi chirurgici, radioterapia o trattamento con farmaci chemioterapici. Nei 15 anni di attività del centro sono stati crioconservati liquidi seminali di 5.269 pazienti, tra questi circa 1.500 affetti da tumore. Come parte del “Progetto di Prevenzione Andrologica permanente” negli istituti superiori della provincia di Padova, la Fondazione Foresta in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, il settore Servizi Sociali del Comune di Padova e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, negli ultimi anni ha già dato la possibilità a più di diecimila studenti di eseguire visite su base volontaria che hanno portato alla diagnosi di 9 casi di tumore del testicolo nei giovani studenti del territorio padovano.

Lo screening

Al via lo screening in collaborazione con la Coldiretti con una campagna ironica: “Le uova? Meglio senza sorprese”. Tramite i mercati “Campagna Amica” della Provincia di Padova, per due settimane nel mese di aprile sarà distribuito gratuitamente un pack personalizzato contenente due uova ed il prospetto informativo per prenotare una visita gratuita di screening presso la Fondazione Foresta al numero verde 800 100 123. Non solo: sabato 13 aprile in Piazza Cavour con lo screening gratuito con l’ambulatorio della Croce Verde dalle 10.30 alle 19.30, domenica 14 aprile con Coldiretti in Prato della Valle, domenica 28 aprile l’iniziativa verrà proposta anche durante la Padova Marathon con l’iniziativa combinata “asparagi e uova” e in altri appuntamenti dei mercati Campagna amica che si possono trovare nel sito della Fondazione.

La presentazione in Provincia

L’iniziativa è stata presentata in occasione di una conferenza stampa alla quale erano presenti: Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova, Carlo Foresta, Direttore della UOC Andrologia e Medicina della Riproduzione dell’Università di Padova, Giovanni Roncalli, Direttore di Coldiretti Padova, Matteo Rango, delegato Giovani Impresa Coldiretti Padova. Spiega Bui: «Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa per l’importanza della prevenzione e dell’informazione già in età giovanile. Fare prevenzione significa permettere di ridurre il rischio di sviluppare delle malattie eliminando i fattori all’origine, identificandole precocemente in modo da poter intervenire al più presto e consentire maggiori probabilità di guarigione. Il risultato quindi non è solo la riduzione del rischio di ammalarsi, ma anche una migliore qualità della vita e su questi temi la Provincia è sempre stata particolarmente attenta e sensibile affinché la prevenzione diventi un fattore culturale che entri nella società in modo sempre più permeante». Il professor Zattoni, direttore della clinica urologica: «La diagnosi e l’intervento precoci consentono procedure più conservative ed evitano l’impiego di interventi chirurgici invasivi e terapie chemio e radioterapiche che inficiano la qualità della vita. Quali siano le cause di questa tendenza non è ancora stato dimostrato, ma è innegabile che nei Paesi a forte inquinamento ambientale come i Paesi scandinavi è stata già documentata una relazione tra il tasso di inquinamento e le alterazioni della funzione testicolare». Chiude Matteo Rango, delegato di Coldiretti Giovani Impresa che raccoglie gli imprenditori under 30: «Questo è un messaggio che deve arrivare anche ai nostri coetanei, ai giovani che troppo spesso sottovalutano proprio il valore della prevenzione, ritenendo di poter rinviare questo aspetto. L’attenzione ad uno stile di vita dinamico e armonioso, allo stesso tempo non può prescindere la scelta di prodotti alimentari sani e genuini, dall’origine e dalla qualità garantita, ma anche la necessità di una costante prevenzione».

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