L'educazione fisica 2.0? Si insegnerà nell'Alta: via al progetto "Sport Opens School"

Il Cus Padova ha ospitato il “kick-off meeting” del programma Erasmus+ che coinvolgerà l’Istituto Newton-Pertini di Camposampiero e altre tre scuole superiori di Ungheria, Romania e Portogallo e vuole innovare l'insegnamento dell'educazione fisica nelle scuole superiori

I partecipanti al "kick-off meeting" al Cus Padova

“Sport Opens School”, tutto è pronto per partire: gli impianti “Luciano Merigliano” del Cus Padova hanno ospitato martedì 12 febbraio l’incontro che dà ufficialmente il via al progetto che mira a valorizzare l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole superiori, sfruttando il ruolo positivo che lo sport può svolgere come strumento di educazione e catalizzatore di valori universali positivi.

Il progetto

Finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione Europea, “Sport Opens School” è un progetto della durata di due anni – è destinato a chiudersi nel dicembre del 2020 - che coinvolgerà quattro istituti superiori chiamati a fare da “pilota”. Sono l’Istituto di Istruzione Superiore “Newton-Pertini” di Camposampiero (Italia), il Budapest VI. Kerületi Kölcsey Ferenc Gimnázium (Ungheria), il Liceul cu Program Sportiv Bacau (Romania) e l’Instituto N.ª Sra. da Encarnação - Cooperativa de Ensino (Portogallo). Francesco Uguagliati, Presidente del Cus Padova e capofila di un progetto che vede in prima linea anche il Coni, spiega: «L’obiettivo da raggiungere è la creazione di un modulo didattico innovativo che gli insegnanti di educazione fisica sperimenteranno nelle scuole pilota per aumentare la partecipazione degli adolescenti allo sport. Il nuovo modulo didattico si fonderà su tre pilastri principali: educazione alla salute; educazione al fair-play; e sviluppo di competenze e abilità necessarie alla realizzazione personale dei giovani e alla loro occupabilità futura. La qualità del nuovo programma di insegnamento è garantita da un team di progetto con alte competenze tra loro complementari e da un approccio partecipativo che permetterà agli insegnanti di educazione fisica e ai loro studenti di essere direttamente coinvolti in tutte le fasi di realizzazione. Dare vita a questo progetto significa riposizionare l’importanza dell’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola al pari delle altre materie, riconoscendo tanto l’importanza del movimento e dell'attività sportiva quanto il ruolo cruciale che questo insegnamento può avere nella trasmissione dei valori etici e sociali». I professori di educazione fisica avranno modo di sperimentare questo modulo di insegnamento nelle rispettive classi e contribuire con i loro suggerimenti al miglioramento del programma. Tra i punti fondamentali c’è infatti anche la misurazione della sua efficacia e della possibilità di replicarlo in qualsiasi scuola superiore in Europa per migliorare la percezione dell’importanza dell’attività fisica nelle scuole superiori, che non sono ad indirizzo sportivo. Il “kick-off meeting” negli impianti universitari di via Corrado ha coinvolto Laura Capranica dell’European Athlete as Student network (EAS), organizzazione non governativa che ha sede a Malta; Marianna Pavan, Daniela Drago e Mario Massimo Ferrarese per il CONI; Ana Maria Rotaru e Mihaela Frant (ISJ Bacau - Romania); José Vinagre (ECB - Portogallo); Szilvia Ferenczi (KFG - Ungheria); Annalisa Caicci (Newton-Pertini); Francesco Uguagliati, Marta Gravina, Riccardo Garavello, Laura Brazzarola, Carlo Frangioni, Diego Colombana e Andrea Ermolao per il Cus Padova.

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